Jackson Nkumanda

Biografia

Foto Jackson Nkumanda

Sono nato a Cradock nel 1948 in una famiglia con 14 figli.
Ho una sorella gemella, Bonsiswa Jill Nkumanda, e il mio nome è Monani Jackson Nkumanda. A scuola litigavo spessa con alcuni compagni, quelli più cattivi che mi canzonavano dicendo: “Jack e Jill salirono sulla collina e Jack cadde giù”. Siamo nove fratelli e cinque sorelle. Mia madre era una sarta e faceva stuoie. Ai tempi dell’Apartheid cambiarono il mio nome in Jackson. Mio padre era un conciatore, non so perché.
Lasciai la scuola di Cradock al secondo anno. A scuola mi piaceva fare lavori manuali e disegni per gli insegnanti, suonare il flauto e il penny whistle, un semplice flauto di latta, che avevo imparato da mia cugino, Shadrack Nkumanda. Riuscii a suonarlo proprio il giorno dopo la sua partenza, a differenza dei miei fratelli che provarono inutilmente. Mi piaceva la musica kwela e per questo mi chiamavano “Spokes” come Spokes Mashiyane.
Mi trasferii a Somerset East da mia sorella Nomvula, ma vi rimasi solo un anno. Mi spostai in seguito a King William’s Town e lavorai per un’impresa edile facendo lavori di sterro. Nel 1967 mi trasferii a Kuruman, nel Northern Cape, per lavorare nelle piantagioni di cotone. Nel 1969 decisi invece di andare a Stilfontein a lavorare nelle miniere d’oro.
Nel 1971 mi stabilii a Kroonstad, nel Free State, dove abbozzai un ritratto di Elvis Presley; uno dei miei datori di lavoro mi chiese il ritratto e io glielo diedi gratis perché ancora non mi rendevo conto dell’importanza dell’arte. Il lavoro nelle miniere era molto duro e un giorno non mi presentai più senza dire nulla a nessuno, per cui fui arrestato. Verso la fine del 1971 tornai a King William’s Town dove feci una statua in creta. Nel 1972 mi trasferii a Port Elizabeth dove conobbi un costruttore e mi dedicai a lavori di carpenteria. Uno dei miei cugini e colleghi, anch’egli un gemello, Jiba Mda, l’uomo che sarebbe diventato il mio maestro, mi consigliò di lasciare la carpenteria per l’arte dicendo che quella sarebbe stata la mia strada. Mi diede delle piantine e delle carte geografiche.
Nel 1974 frequentai una scuola serale per finire il quinto anno. Costruii una cartina del mondo tridimensionale con delle lampadine collegate a una batteria in modo che, quando l’insegnante parlava di un paese in particolare, egli potesse schiacciare un bottone e illuminare il paese in questione con la lampadina. In quel periodo mio padre aveva l’abitudine di ascoltare il notiziario delle quattro di mattina. Per noi era una scocciatura alzarci cosi presto, non era affatto facile. Mio padre prese dei cavi elettrici con i quali io collegai la sveglia alla radio. Quando l’orologio segnava le quattro, la radio si accendeva. Era davvero fantastico, tutti erano stupefatti. In quello stesso periodo partecipai ad alcune fiere agricole a Ciskei dove venivano esposti i nostri lavori. Mi fu assegnato più volte il primo premia. Le mie opere erano di legno, latta, creta, pelle, dipinti e passamanerie.
Nel 1975 partii per Uitenhage dove mi convertii al cristianesimo. Mio fratello era sacerdote e nella sua chiesa c'erano dei cantanti gospel, ma neanche uno strumento. Fabbricai un basso con una semplice asse e un amplificatore con un registratore. Un giorno però uno dei miei cugini comprò qualche strumento nuovo e quelli che avevo fabbricato io con le mie mani furono accantonati. Nel 1975 mio cugino Jiba Mda morì in un incidente stradale e io mi dedicai all’arte perché lui aveva detto che quella sarebbe stata la mia strada.
Nel 1990 mi trasferii a Città del Capo dove trovai lavoro come carpentiere a Wynburg. Un anno più tardi un vicino mi chiese di fare alcuni disegni sulla sua baracca. Molti lo imitarono. Nel 1991 diedi inizio alla mia nuova arte tridimensionale utilizzando sabbia pressata, mattoni, gomma, pietre, latta e cartone mischiati con della colla.
Nella mia famiglia abbiamo tutti qualche talento: mio fratello Kinki è un calzolaio, Dinise uno scultore, Alfred un artigiano, Ndoyisile un fabbro, William un artista dell’acciaio, Mangalise un figlio di tutte le arti, Thobile lavora la pelle e Themba, il più piccolo, è muratore.
Nel 1994 iniziai ad esporre i miei lavori nella galleria di Michael e Anthea Methven. Da lì le mie opere hanno viaggiato in tutto il mondo. Mi hanno procurato ordini per la Maratona di Soweto da parte dell’old Mutual, oppure per opere d’arte ispirate al gioco del calcio che sono ora esposte nelle sale di società calcistiche come il Chelsea e il Manchester United.
Al momento rifornisco principalmente una galleria in Italia. La South African National Gallery custodisce l’opera che feci in occasione della nomina a presidente di Nelson Mandela.
Attualmente sono impegnato nelle mie opere e nella registrazione di CD con il mio gruppo gospel, con il quale canto le mie composizioni, suono il piano e, ovviamente, continuo a suonare il penny whistle. Inoltre, il nostro obiettivo a lungo termine è quello di produrre un film pilota e una serie di lungometraggi con la tecnica d’animazione “a passo uno”. In questo modo potremo “rendere vivo il mio lavoro".

Jackson Nkumanda


Mostre personali:

1993
Gallery 709, Cape Town

1997
Studio d’Arte Raffaelli, Trento

1999
Arti Assortite — Associazione Culturale, Torino

2000
Studio d’Arte Raffaelli, Trento
Associazione Culturale Betta Frigieri, Sassuolo (MO)

2003
Naj Oleari, in collaborazione con Studio d’Arte Raffaelli di Trento, Milano

2004
Arte & Moda, Mascheroni Moda, in collaborazione con Studio d’Arte Raffaelli di Trento, Giussano (MI)
L’Ariete Arte Contemporanea, Bologna

2005
Studio d’Arte Raffaelli, Trento

Mostre collettive:

1991
Affinities, SANG

1993
Contemporary Images of the Western Cape, SANG and touring

1998
Contemporary Art Cologne - Studio d’Arte Raffaelli, Cologne

2001
Galleria Civica, Bolzano

2002
Fuori Uso, Ex—Albergo “Ferrotel”, Pescara

2003
Centro Arte Contemporanea, Cavalese (TN)

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