Sarenco

Biografia

Foto Sarenco

Isaia Mabellini (in arte Sarenco) nasce nel 1945 a Vobarno (BS).
Poeta visivo, performer, poeta, mercante, agitatore, esploratore, regista, organizzatore, è fra le figure più dotate, attive, imprevedibili ed esplosive della ricerca artistica contemporanea, in Italia e non solo. Dopo studi di filosofia compiuti presso l'Università di Milano, a partire dal 1963 si occupa di ricerche poetico-visive: realizzando manifesti, per esempio Multipli 67- Arte in serie, costituendo gruppi, come "Amodulo" e poi "Logomotives", organizzando esposizioni, quali La poesia degli anni '70, e fondando riviste: "Lotta Poetica" (1971) "Poesia Visiva" e ultimamente "Sarenco's" (edizioni Sarmic, e poi Factotum Art).
Nel 1984 realizza il suo primo cortometraggio, Collage, e l'anno seguente viene invitato al XLII Festival del cinema di Venezia. Seguono: En attendant la Troisième Guerre Mondiale nel 1986, Bienvenue au Grand Cinéma, l'anno successivo, Pagana (1988), Safari e Performance. Rilevante anche l'attività di mail-artist, prontamente documentata dalle riviste. Fra le azioni migliori è quella cosiddetta degli Unknown-Sconosciuti (anni Settanta), di cui in questa occasione si propone una nuova versione aggiornata e realizzata appositamente per Absolut.
A partire dal decennio scorso frequenta regolarmente il Kenia, trasferendosi addirittura a Malindi per un periodo, dove apre una galleria d'arte e propone una puntuale, significativa e precoce ricognizione sulla giovane arte africana, divenuta di recente uno dei fenomeni di massimo interesse per moltissimi musei del mondo. Nel frattempo continua a pubblicare raccolte poetiche e poetico-visive, come Malindi dias, Malindi days e M.A.L.I.N.D.I. È regolarmente presente nelle rassegne collettive internazionali dedicate alla poesia visiva (compresa Documenta V di Kassel del 1972, la Biennale di Venezia del 1986 e Poesia Visiva e dintorni a Spoleto nel 1995), mentre fra le sedi di sue mostre personali si annoverano la Galleria Il Canale di Venezia (1978), il Palazzo Vecchio di Firenze (1979), la Galleria Ferrari di Verona (1986), lo Studio Morra di Napoli (1986) la Ken Damy Photogallery di Roma (1987).Non c'è quindi da stupirsi se nelle mani di Sarenco Absolut sia diventato un gioco di parole. E al tempo stesso di colori, si significati, di lettere; qualcosa di leggero, di godibile, di bevibile.
vive e lavora tra Verona e Malindi (Kenya).

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