Alighiero Boetti

Critica

Boetti: the maverick spirit of Arte Povera

Alighiero Boetti, oppure Alighiero e Boetti ?
L'enigma sull'identità d'autore, che ha già creato uno straordinario interesse anche tra i più smaliziati giornalisti e critici dell'arte inglese, non è poi nuovo nella cultura contemporanea. Se il primo nome ha la semplice funzione di fornire una mera identità anagrafica, pari alla ormai demistificata firma d'autore nell'opera contemporanea, il secondo meglio racconta la storia, e soprattutto la geografia di uno degli esponenti dell'Arte Povera meno conosciuti, meno studiati e sicuramente meno visti a Londra.
[...] Per quanto Boetti condivida i procedimenti dell'Arte Povera così come indicati da Celant («use of the simplest material and natural elements for description or representation of nature», «Like an organism of simple structure, the artist mixes himself with the environment, camouflages himself, he enlarges his threshold of things», «estrangement from the existing archetype and continuing renewal of himself», «loss of identity», «cultural kleptomania» , c'è tuttavia in Boetti una netta tendenza alla demistificazione dell'opera d'arte e della figura d'artista, che lo allontanano dalla concezione poeticheggiante dell'artista mago ed alchimista di Celant e lo avvicinano piuttosto agli artisti concettuali degli stessi anni.
Così, con la cura dell'artigiano, la precisione dell'osservatore scientifico e la curiosità dell' autodidatta, Boetti esplorerà i codici, i simboli, le nomenclature che rappresentano logicamente l'ordine naturale in cui viviamo e ne scruterà il momento ed il modo in cui la loro intellegibile struttura ed il loro senso "naturalmente" vacillano: «I had been stuck by the fact that society's very foundations, its gigantic structures, would collapse if only some minute element were no longer there.» E ancora: «One of the most outstanding errors of our culture is the division of the uniqueness and globality of the world into rigid classifications.»
Ovviamente anche il tempo (cioè lo scandirsi delle ore) e lo spazio (cioè la geografia dei territori e dei fiumi) saranno oggetto della stessa verifica. «Time is fundamental, it is the main element in everything, the dates, the stamps and the squares are all ways of 'managing' time ... It is incredibly elastic».
D'altronde in Boetti, come già accennato, la questione dell'identità dell'artista è un altro dei motivi eccellenti, strettamente connesso com'e al rapporto tra ordine e disordine.
[...] L'opera di Boetti è ingegnosa, ma non furba, e leggera, ma non superficiale. Ci consente di riflettere sulle preconcette ed automatiche definizioni del tempo, dello spazio e dell'identità, senza annoiare con ridondanti intellettualismi e sofismi (e pure Boetti era un appassionato del Sofismo).
[...] La mostra Boetti: the maverick spirit of Arte Povera; fa parte di una più ampia serie di manifestazioni che celebrano da Settembre 1999 a Gennaio 2000 la cultura e l'arte italiana nel Regno Unito...

Irena Amore

["Bollettino Telematico dell'Arte", 11 luglio 2000]

Mind games

"... sono capace di inventare i rebus ma poi non sono capace di risolverli!" Così dichiarava l'artista Alighiero Boetti in un 'intervista del marzo 1973. Io ho effettivamente conosciuto un enigmista che non si ricorda più le soluzioni delle crittografie che aveva mandato a una rivista, e quando capita di risolvere un proprio enigma ci si sente leggermente spaesati. L'enigma lo fai per l'Altro: non consideri che l'Altro può essere anche quel Te Medesimo che con il tempo si sarà dimenticato la soluzione.[...]
Dato che fra arte ed enigmistica ci sono cospicue differenze, Botti questo lo sapeva: e infatti giocava anche con il tempo, progettando lavori postali che attraversavano il tempo e lo spazio, prolungando la loro gittata virtuale anche oltre la morte (precoce, troppo precoce) dell'autore.
"Se le cose non sono segrete s'annacquano..." diceva Boetti, e quindi è un segreto il motivo per cui questo Venerdì interrompiamo i nostri giochi per ammirare i suoi.

Stefano Bartezzaghi

["LA REPUBBLICA", Lessico e nuvole, 18 giugno 2004]