LA2 (Angel Ortiz)

Critica

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Haring descriveva così il lavoro con Little Angel: "Tutto il lavoro fatto da Angel e me è relativo alle superfici e normalmente copre o trasforma gli oggetti dove è applicato".

Graffiti significa disegni o immagini graffiate sulle superfici dei muri. I primi graffiti (escludendo quelli preistorici) sono datati prima dell'antico Egitto. Cominciando nel 1976 con una grande disponibilità di bombolette spray, i graffiti sono cominciati ad apparire dappertutto nelle maggiori città, in particolare nei quartieri poveri di Brooklyn e del Bronx a New York. Basati all'inizio sui fumetti underground e scritte bombate personalizzate, alcuni graffiti negli anni '70 e '80 sono evoluti fino ad elaborate scritture e lettere e forme astratte, con forti allusioni politiche ed allegoriche.

Molti graffitisti non erano artisti professionisti e nemmeno studenti d'arte, ma semplici ragazzi di strada. Essi dipingevano sui vagoni delle metropolitane, sugli edifici, sui muri, sui tabelloni pubblicitari e firmavano ogni lavoro. Visti inizialmente come vandali distruttivi, nel tempo i graffitisti sono sempre più stati considerati dei validi "artisti pubblici".

Molte mostre tenute nell'area di New York all'inizio degli anni '80 hanno portato i graffiti dalla strada alle gallerie. Lavori style-graffiti, fatti dagli stessi ragazzi che avevano dipinto nelle strade e nelle metropolitane, sono diventati di interesse dei collezionisti. Ciò ha offerto ai graffitisti nuove opportunità di esporre e vendere i loro lavori.

La natura povera/popolare dei graffiti come genere artistico ha sollevato alcune questioni estetiche e sociologiche. I graffiti sono una forma di vandalismo o un'arte popolare? I ragazzi dei quartieri poveri sono stati realmente proiettati nell'elitario mercato dell'arte? Qual'è la vera differenza fra un graffito di strada e il graffitismo come genere artistico?

Come una specie di fiore rampicante, un’edera selvaggia e amorfa che attecchisce preferibilmente sui muri delle città. Questa, l’impressione che la pittura di LA2 suscita. Una sintesi complessa e criptica dei mille messaggi che si incrociano ogni giorno e ogni notte lungo le vie delle metropoli. Ormai linguaggi diventati babelici, parcellizzati, atomizzati e ripetitivi come gli echi di un traffico esasperante di brandelli di voci, suoni, rumori, attese, sospiri, speranze. Linguaggi non immagini; simboli, ideogrammi, forse. Un estremo, incredibile tentativo di sintesi di civiltà diverse, un melting pot di idee, shakerato da un barista furioso ma fantasioso. Come in un cocktail che dà alla testa, le opere di LA2 sono in grado di spaesarti ma contemporaneamente ti permettono di cogliere un univoco, coagulante senso della vita, ossessiva e labirintica, che ci costringiamo a vivere.
Alla fine, quei segni, quei graffiti ci rappresentano. Rappresentano le nostre anime anonime, sbalestrate lungo i viali scialbi delle città, terribilmente anonimi anch’essi, alla ricerca frenetica di un significato che sempre ci sfugge e che vogliamo a tutti i costi che ci sfugga. Un rincorrersi continuo ed esasperante dietro una verità che non c’è e che non ci sarà. Ma che ci manca come l’aria, quando l’aria ci manca…

Alina Altieri

Critica en Español

Haring afirmaba: “Todo el trabajo realizado por Angel e yo es relativo a las superficies y normalmente cubre o transforma los objetos donde ha sido aplicado”.
Como una especie de flor, una hederá salvaje y amorfa que crece de preferencia sobre los muros de las ciudades: esta es la impresión que suscita la pintura de LA2.
Una síntesis compleja de miles paisajes que se cruzan cada día y cada noche a lo largo de las calles de las metrópolis.
Lenguajes que acaban siendo babélicos, atomizados y repetitivos como los ecos de una circulación que exaspera con partículas de voces, sonidos, ruidos, esperanzas y suspiros. Lenguajes, no imágenes, símbolos, ideogramas, tal vez. Un increíble y extremo intento de síntesis de civilizaciones distintas, un melting pot de ideas, mezclado por un barman furioso pero fantasioso.
Como en un cóctel que “emborracha”, las obras de LA2 pueden desorientar pero contemporáneamente permitirnos de escoger un único y coagulante sentido de la vida, obsesiva y laberíntica, que nos forzamos nosotros mismos a vivir.
En fin, esos signos, esos graffiti nos representan. Representan nuestras almas anónimas, distribuidas por las avenidas de las ciudades. Ciudades anónimas ellas mismas, en búsqueda frenética de un significado que siempre nos escapa y que no queremos alcanzar nunca. Un recorrerse continuo y de manera exasperada detrás una verdad que no existe y que no estará pero que necesitamos como el aire, cuando el aire nos falta…

LA2

by Marika Vicari

Gli anni 80 furono mitici per lo sviluppo dei graffitismo ed è da qui che Angel Ortiz, in arte LA2 trae spunto dall’incontro con Keith Haring che animava la scena di quel decennio per ricrearne oggi l’atmosfera. La pittura signica di La2 è permeata di allusioni e rimandi all’arte del maestro che l’ha preceduto. Questi richiami storici a Keith Haring e ai graffitari newyorkesi, che nelle sue opere spaziano dall’influsso di decorazioni a linee angolate e spezzate dei pittogrammi all’uso di lettere più arrotondate o di contro aguzze, conferiscono alle sue opere una qualità senza tempo. E’ proprio la cifra stilistica, rintracciabile nella scrittura sulla tela, secondo una modalità che potrebbe essere anche interpretata come una sorta di performance, a rendere i lavori di LA2 sempre attuali ed istintivi.Il suo approccio è intrigante: da un lato, per dar vita alle sue tele utilizza materiali diversi, nello specifico gesso dipinto (usato soprattutto nei primi anni)e il pennarello (sostituito oggi dagli smalti e dal colore ad olio), avvicinandosi in tal modo all’imponente tradizione dei graffiti.Dall’altro lato, egli predilige forme, linee e graffiti che richiamano, la realtà e la trasformano riportandoci ad una commistione di simboli antichi e contemporanei con forti allusioni politiche e allegoriche.Si diceva già all’inizio che LA2, è stato un grande ammiratore di Keith Haring e dell’arte cosiddetta di strada, da qui nascono la passione e il deliziarsi con tinte aspre, forti e le combinazioni cromatiche talvolta stridenti, applicate con gusto.Attingendo a immagini di vario genere tratte dalle scene dei graffiti e da caricature vicine al linguaggio dei cartoon, ideogrammi, forme e figure rubate a chissà quale graffito, LA 2 ha a propria disposizione un’inesauribile fonte di ispirazione attraverso cui continua a riformulare il significato dell’identità e della storia. Continua ad approfondire l’analisi del linguaggio visivo anche nelle serie più recenti di tele create che, se da un lato sono permeate di tutta una struttura per calligrammi, dall’altro, mostrano gatti, pesci e fiori che ruotano attorno ad un sempre più complesso paesaggio fatto di segni. Un linguaggio dunque che partendo dalle immagini si anima in scrittura. La sua sembra una stenografia semplificata che allargandosi copre progressivamente l’intera superficie del quadro. Quella di LA2 è dunque una progressione del sapere, posto come elemento limite attraverso il quale arriva ad accogliere il dispendio espressivo (cromatico) e l’elemento decorativo (signico). Piacevolmente ci sorprende ancor oggi come questo tipo d’arte praticata da LA2 nata negli anni 70 come arte “rivoluzionaria”, catalogata per decenni come arte non vendibile, riesca a superare questo “limite”, dato come elemento costitutivo all’atto della sua nascita e beffarda, sia invece sempre più un’arte attuale e consolidata da continue richieste e conferme dal mercato dell’arte.