Marco Lodola

Critica

La figura di Marco Lodola si riallaccia, pur mantenendo una precisa e personale identità, ai movimenti artistici più significativi del secolo scorso; per l'aspetto decorativo al Futurismo di Fortunato Depero, per l'uso di materiali quali il neon e il plexiglas al Minimalismo di Dan Flavin, per i temi trattati ed il forte cromatismo al mondo della pubblicità ovvero della Pop Art di Warhol e di Lichtenstein. Ma l'aspetto che più colpisce delle sue opere è l'immediatezza del messaggio comunicativo, è la sincerità e l'onestà con cui i suoi personaggi si presentano; non vi sono secondi fini, verità nascoste o messaggi inconsci, no sono personaggi di tutti i giorni con i quali i ricchi, i poveri, i belli, i brutti,i laureati e gli ignoranti si possono confrontare.
Questa rappresentazione un po' spettacolare e se vogliamo anche ironica della nostra realtà, assieme ad un uso deciso del colore e dell'effetto della luce, induce lo spettatore al "pensare in positivo" e nell'arte questo succede raramente.
Le quotazioni delle opere di Lodola, in conseguenza di una abbondante produzione e di operazioni commerciali impostate su larga scala, sono ancora piuttosto contenute ma ciò non può essere considerato un aspetto negativo o un motivo per non riconoscerne il valore artistico, la storia più recente dell'arte ci ha smentito più volte, vedi su tutti Keith Haring che regalava i suoi lavori perchè non riusciva a venderli, la qualità e la serietà dell'operare di Marco Lodola prima o dopo si consoliderà anche commercialmente.

Sandro Orlandi

"Lodola, dal canto suo, ha scelto di assecondare in apparenza il sistema della comunicazione pubblicitaria. Con la peculiarità che ha lanciato nella galassia dell'arte una serie di figure senza volto, indistinguibili a intercambiabili, mettendo in crisi proprio quel sistema a cui sembra fare 1'occhiolino. La danza, il music hall, i rotocalchi a le riviste di moda degli anni Quaranta a Cinquanta sono solo la cifra stilistica che consente di accedere ad una logica compositiva più complessa the si sviluppa attraverso un progressivo straniamento del fruitore avvolto da un universo immateriale fatto semplicemente di contorni, di luci a di colori.
" Mi raccomando", mi ha detto Marco Lodola, "scrivi che sono un elettricista. Io ho una visione proletaria dell'arte. Mi sento realizzato solo quando manipolo i materiali e attacco i fili elettrici che, come d'incanto, accendono le mie sculture". Insomnia, una fascinazione apparentemente ingenua nasconde il senso di alienazione che queste opere contengono, evidenziando quel rituale dells trasparenza di cui parla Jean Baudrillard. Ovunque si guardi, le figure accentuano la Toro inesistenza, il loro non essere, quasi che il principio d'identità individuale gli venga definitivamente negato."

Alberto Fiz