Arturo Carmassi

Critica

[...] Nel testo modenese Russoli porre l'accento sulla straniata qualità naturale della visione di Carmassi, e identificarne il valore dominante nell'intendimento della luce: "Non immagine che si imponga soltanto per la qualità fantastica, ma nemmeno elaborazione pittoricistica di elementi naturalistici; bensì una rappresentazione di impianto diciamo pure astratto, rispetto alla trascrizione del vero visibile, ma vera per l'accordo tra sentimento e luce e sostanza dalla "figura". L'elemento naturale è presente cioè non nella sua formulazione fenomenica esterna, ma nella sua vitalità luminosa, e persino nella spazialità atmosferica."; e la luce vi "circola come linfa, e ora splende di accensioni feroci, ora vibra in sordina, ora sembra restare soltanto il battito della vita in zone ombrose, nascoste". Sarà solo anni dopo che la critica potrà leggere l'importanza, qualitativa non modale, della lezione di Boccioni sull'artista, il quale ha alle viste, più che una risposta alla vessata questione naturale/astratto, l'ambizione di declinare nella tipicità dell'organismo pittorico la vitalità dell'esistente, il fremere vitale della materia formativa. E sarà non casualmente Guido Ballo, di Boccioni studioso, a indicare il passaggio dall'"inclinazione espressionista" alla fase di cui "in certi dipinti il taglio compositivo risentiva addirittura della dinamica boccionaiana, colta non nelle linee-forza, ma nel vibrare corposo e pieno di colore, nella dilatazione ambientale delle forme"[...]

Flaminio Gualdoni

[Dal catalogo "Millenovecentocinquanta"]

La scelta di disegnare su carta è legata a una intimità del tutto differente, ad un ascolto che proviene da aree impercettibili, da zone del pensiero accese da sussurri respiri, memorie, silenzi.[...] Arturo Carmassi non fa eccezione. Anzi. Dotato di una natura unica che gli ha consentito di cogliere per decenni l'attimo definitivo, interpretando l'evoluzione di un pensiero un istante prima, sempre rimanendo libero e indipendente, sempre scartando rispetto alle definizioni e alle attese, sempre rivendicando una sua faticosissima e aristocratica distanza rispetto ai movimenti e alla critica ufficiale, Arturo Carmassi con l'opera su carta si consente un percorso privato, una riflessione introspettiva.
Senza tracciare differenze sostanziali tra l'opera su carta e le altre. Non si tratta di un risultato che si discosta dalla traccia indicata dall'artista, o che sortisca risultai dissimili dalla sua sigla riconoscibile.

Beatrice Buscaroli

[Dal catalogo "Collage opere su carta" dell'artista]