Domenico Bianchi

Critica

Domenico Bianchi esordisce nel 1977 a New York.In seguito prende parte ad una serie di importanti collettive tra Roma, Milano, Parigi e Amsterdam. L’ incontro con alcuni dei maggiori esponenti dell’Arte Povera (Mario e Marisa Merz, Jannis Kounellis) aprirà all’artista nuovi orizzonti di riflessione che lo porteranno ad approfondire lo studio sullo spazio e sull’importanza e la forza di materiali grezzi. La luce diviene per l’artista elemento di primaria necessità: ricercata, provocata, inaspettatamente trovata, sposando la trasparenza della cera con sottili foglie di oro, platino, palladio, rame. La ricerca dell’armonia degli elementi avviene nell’opera di Bianchi attraverso l’identificazione di una dimensione spaziale che affiora naturalmente dall’accostamento di linee, che tracciano figure geometriche da cui idealmente evincere il volume e la prospettiva. Nel 1984 e nel 1986 Bianchi é invitato alla Biennale di Venezia.

[Undo web site]