Mario Vespasiani

Critica

Per lo Speciale dedicato al GAI di Ancora abbiamo intervistato il pittore Mario Vespasiani, vincitore della precedente edizione delle Pagine Bianche d'Autore della Regione Marche.

Quali ricerche e influenze costituiscono la base del tuo linguaggio artistico?
La mia ricerca ha sempre evidenziato il fatto che si esprimeva all'interno della disciplina pittorica, così, in modo molto chiaro (con me stesso e con gli altri) ho deciso, all'inizio della mia carriera di dover conoscere al meglio il mezzo che avevo a disposizione, per esprimere senza limitazioni il mio pensiero.
Ho iniziato a misurare il mio talento attraverso il confronto con tematiche e tecniche differenti, così dal 1995 al 1999 ho lavorato sui materiali, dal 2000 fino al 2005 sui soggetti.
Da buon lettore di storia dell'arte non mi è sembrato complicato analizzare le varie categorie con cui la pittura è stata suddivisa a partire dal Rinascimento e partendo da da tali codici ho sviluppato a mio modo cinque cicli pittorici (rappresentazione sacra, natura morta, ritratto, animali e paesaggio). Nonostante questa fase di dedizione estrema sulla conoscenza del "mezzo" sono arrivate importanti mostre e riconoscimenti, ma credo che oggi a 28 anni, dopo 10, passati sulla breccia dello studio, dopo tutti quei viaggi e le infinite letture, si possano intravedere i primi, ma non timidi segnali di quello che voglio dire.

Qual'è la situazione attuale del medium pittorico in Italia, vista la vasta diffusione di video, installazioni e media dall'identità ibrida?
Non credo che, se mai l'interesse per la pittura dovesse arrestarsi si possa gettare la colpa ad altre discipline artistiche, è utile dire che gli stessi artisti sono interessati agli sviluppi della tecnologia per avere sempre nuove alternative a disposizione, quindi la pittura oggi è diventata un mezzo come gli altri (per me il più affascinante) forse il più impegnativo perchè oltre alla tecnica soffre del peso della storia.
D'altra parte video e installazioni godono di un maggiore appeal da parte di critici e direttori vari, e se tale interesse fosse, anche, accentuato da una questione snob-modaiola, bisogna ammettere che la pittura ha avuto le sue colpe, scalzata alla grande quando non si è saputa rinnovare. Sono certo che la (grande) pittura tornerà protagonista ma sempre più contaminata, basterà saperla riconoscere, e con la giusta visibilità ci metterà pochissimo tempo, l'occhio non è mai vergine.

Quali sono i riferimenti che il GAI può offrire ai giovani artisti che operano nel tuo territorio? Quali i punti di forza di questa realtà e quali, viceversa, le debolezze?
Secondo me, il Gai, proprio perchè ha il vantaggio di muoversi sul territorio, dovrebbe lavorare ad iniziative selettive e mirate, a far conoscere i migliori autori (che operano in quella certa area) prima di tutto ai propri cittadini.
Non credo che lo scarso interesse verso i giovani artisti possa essere interpretato come mancanza di sensibilità, ma come assenza di condizioni di visibilità, sappiamo che la realtà italiana e locale offre pochissime gallerie di ricerca, musei banditi ai giovani, amministrazioni disponibili ma senza portafoglio, privati che "investono" su società sportive di sicura perdita.
Si deve ricreare quella che una volta si chiamava la borghesia illuminata.
Bisogna formare l'interesse del pubblico a riconoscere un'arte che sappia cogliere lo spirito del tempo, che sappia intravedere i mutamenti della storia e i grandi artisti di domani. Credo che ci siano le condizioni per provocare l'interesse di un pubblico, il quale sarà sempre di nicchia ma in continua crescita, l'ho sperimentato di persona quando ho vinto il premio Pagine Bianche d'Autore, che consisteva nel veder riprodotta la propria opera, sulla copertina di 700.000 elenchi telefonici di tutta la regione Marche. In questo modo sono entrato in contatto con persone nuove, che hanno avuto modo di conoscere il mio lavoro dal vero e in maniera più approfondita. Con grande piacere ho notato l'interesse di molti giovani.

Quali sono ora i tuoi progetti?
Da giugno sono alle prese con il nuovo ciclo pittorico intitolato "Passiones artyrum", si tratta di una serie di ritratti di grande formato dove ho cercato di trasportare sulla tela dei sentimenti universali, come poi si può dedurre dal titolo, queste immagini hanno un forte legame con le vicende dei Santi e dei Martiri cristiani, e non a caso la mostra verrà presentata in una grande chiesa.
Il progetto espositivo sarà quello di rendere delle presenze magiche, talmente moderne da sembrare di fronte all'abisso, leggere come fantasmi ma dure nel resistere al loro dolore. Tutte le opere saranno fissate ad una notevole altezza da terra tra candele ed incensi profumati, vorrei dirvi altro ma sarebbe più adeguato invitarvi alla mostra.

Veronica Lisino

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