Gianni Asdrubali

Critica

Ci avviamo alla fine degli anni Ottanta e i segni di nuove situazioni dell'arte si sono fatti ormai ben evidenti, con uno stacco ormai netto e incolmabile rispetto a quella che possiamo definire la situazione artistica postmoderna (dall'espressionismo alla transavanguardia all'anacronismo, ecc.). L'orientamento di fondo dell'artista è mutato in maniera radicale e l'esperienza dell'arte si colloca sotto il segno di una astrazione, che assume aspetti e modi diversi, ma che appare tuttavia riconducibile a riferimenti in cui assume un ruolo di protagonista una componente mentale, costruttiva, fredda. Tutto questo, che oggi risulta un orientamento ormai diffuso in contesti diversi, in Europa e in America, non è un fenomeno recente, ma ha dato i primi segni di sé fin dagli inizi degli anni Ottanta.
Gianni Asdrubali, è certamente uno dei protagonisti di questo cambiamento dell'arte e in particolare di una situazione romana, di cui ho cercato di delineare la mappa riconducendola sotto il segno di una astrazione povera rifiutando, comunque, ogni connotazione penitenziale del termine e assumendolo, invece, per mettere in evidenza l'intenzione di contrapporre alla sovrabbondanza e al pieno della pittura postmoderna uno spazio concentrato e silenzioso dove diventa possibile approntare gli attrezzi minimi, quelli assolutamente indispensabili, per intraprendere la costruzione del nuovo. [...]

Filiberto Menna

["Pieno", in GIANNI ASDRUBALI, Rotundo Editore, Roma,1988]

[...] Gianni Asdrubali oggettivizza lo spazio sulla tela con un intreccio segnico elegante e raffinato e pur tuttavia alieno da ogni deflessione decorativa. La sua pittura è data in un'alternativa irrorata di tensione e energia, donde l'immagine può essere colta in positivo o in negativo. Rievoca sulla tela dipinta, in un certo senso, il fenomeno che è della scultura, dei pieni e dei vuoti. E a volte, discostandosi dal codice del "quadro", adopera parallelepipedi dipinti, oggetti tridimensionali sospesi tra astrazione dell'immagine e forma, entrambe conviventi in una multipla potenzialità.

Giovanni Carandente

["Aperto 88", catalogo XLIII Biennale Internazionale di Venezia, Fabbri Editore, Milano, 1988]

[...] Gianni Asdrubali è uno degli artisti che ha colto e reso più manifesta l'apertura della superficie nello spazio, nell'intenzione di Fontana. Anzi Asdrubali va ancor più oltre: libera le forme di ogni limite. Queste non si snodano soltanto lungo le pareti ma si estendono, quasi siano rigogliosa vegetazione, su interi piani. Nel perseguire questo intento. Asdrubali non si serve unicamente di mezzi pittorici. In certe fasi di lavoro ritaglia forme in legno dipinte e ne sovrappone le parti risultanti o le accosta, creando oggetti illimitati. La parete diventa superficie del quadro sulla quale s'inarcano forme tondeggianti e curve che sembrano vibrare (Tromboloidi 1992/93). Fondo del quadro e forma rappresentano una continuità indistinguibile che pare estendersi ben oltre i limiti o margini dell'opera. Gesto e dimensione conferiscono a queste opere un aspetto ardito, accattivante. Asdrubali è un artista che aspira all'illimite e man mano esige di più, prima il quadro, sezione di parete, tutta la parete, poi l'ambiente quale spazio ed al di là ancora senza fine. [...]

Ingrid Mossinger

["Scatalande L'ampiezza dello spazio", catalogo mostra personale presso A arte Studio Invernizzi, Milano, 1995]