Anaì Contreras Soto

Critica

Anaì, nel suo nome sembra già essere racchiuso il percorso di quest'artista. Nome magico ed evocativo che riporta ai primordi della civiltà, dove era la Dea Madre Ana, Anai-Nin, Anath, Annah, a regolare i processi vitali della terra, del cielo e dell'acqua. Dea mediterranea, egizia, palestinese, i suoi diversi epiteti significavano tutti "la forza della vita".
In molte delle sue espressioni, Anaì sembra essere la giovane interprete dell'antica voce delle dee, una sibilla, a volte consapevole a volte inconsapevole, che lascia attraversare il pennello da un'energia primordiale e rinnovatrice, che fluisce grezza e naturale dalle forme e dai colori."La trasparenza, la figurazione e l'utilizzo di differenti modalità di applicazione del colore acquistano un significato importante all'interno della mia ricerca personale, insieme alla conoscenza e alla scoperta del mare, del movimento dell'acqua e dei corpi", spiega la giovane artista cubana.
Corpi frantumati, ma carichi di energia vitale rappresentati nelle parti centrali, busti, seni, occhi. Occhi, come quelli della Dea raffigurati sui manufatti delle civiltà neolitiche e protoeuropee, sguardo onniveggente che presiede alla vita e alla morte, allo stesso tempo fonte di lacrime divine che irrorano la terra. E sono proprio gli elementi decorativi geometrici carichi di valenze simboliche, come il cerchio, la spirale, il triangolo, ad essere molto presenti in quest'arte preistorica spontanea e intuitiva proprio come in quella di Anaì.
Fondamentale l'uso dei colori. "Il colore applicato in diagonale vuole dare l'idea di salita e di discesa dell'acqua, come l'idea di profondità, come la massa dell'aria che spinge dalla terra e va ad incontrarsi con quella dell'acqua provocando i rovesci dell'onda, dice Anaì, muovendosi sinuosamente intorno alla sua opera per descrivercela.
Il processo di investigazione e progettazione di questa giovane artista non Ë solo formale, ma anche contenutistico, il profondo simbolismo evocato, ad esempio, da un'opera come Le due Acque, affonda le sue radici nel mito di due dee africane, vivamente presenti anche nella religione afrocubana: Oshun, dea dei fiumi e della fertilità e Yemaya, dea del mare.

Sarah Perini

["Gli archetipi di Anaì"]

Di fronte ai dipinti di Anaì Contreras Soto ci si rende conto del fatto che non si è davanti a semplici immagini, ma a porte che si aprono parlandoci del tempo, del colore e dello spazio, tre temi che nel caso di questa giovane artista si manifestano e articolano in maniera molto personale, senza pretese di esaustività e assolutismo.
Il concetto tempo si manifesta tramite visioni quasi caleidoscopiche disgregate nell'analisi dei altre dimensioni, spezzate attraverso reminiscenze provenienti dal Futurismo.

Maurizio Piazzi

["Spazi caleidoscopici e onde di colore"]