Turi Simeti

Critica

"..."Il silenzio dello spazio è una'ipotesi di perfezione proiettata al di là dell'opera" ha scritto l'artista in una lucida dichiarazione di poetica.
Ipotesi, appunto. E uno dei motivi di fascino di questo lavoro consiste proprio nel non essersi limitato ad alludere all'ideale, ma nell'aver mostrato tutti i limiti e tutta la problematicità del suo attuarsi."

Elena Pontiggia

"...Primo ovali, secondo ovali, terzo ovali, quarto ovali e via osservando una successione diversi di forme che si relazionano in una tonalità innumerabile, in virtu di un slancio ad aprirsi, alargarsi, oscillare fino a ricomporre ogni distanza in un impulso all'unità ottica delle diverse forse in campo. È proprio intorno questo ambigui margini di possibilità che va sollecitato il rapporto con l'arte di Simeti, capace di trasformare l'impatto mentale della superficie nel suo stato di turbamento, come se qualcosa di imponderabile agisse senza svelare la sua origine.
Si tratta di un'energia non quantificabile, puro desiderio di uno spazio in divenire, campo percettivo non soltanto "rilevato" analiticamente dal supporto, "rivelato" allo sguardo scorge nell'evento dell' opera il mutevole ritmo dei rilievi che mai si esauriscono."

Claudio Cerritelli

"...La pittura di Turi Simeti è primariamente pittura spaziale: perché è tramata tutta sulla spazialità della superficie, spazialità dinamica, mobile; e perché dalla superficie coinvolge lo spazio esterno. Su di un registro si controllato, mentale, ma fenomenicamente energetico, e a suo modo inventivo, e certo mai assiomatico, asseverativo."

Luciano Caramel