Simone Beck

Criticism

Sorry, the page you have requested is only in Italian at present, although the English version will soon be available.


Galleria 9 Colonne - Bologna
LA PITTURA MUSICALE DI SIMONE BECK

Dal primo quadro all'ultimo in un batter d'occhi.
Un impatto che richiama il silenzio.
Paesaggi e geometrie (non impressionisti).
Campi di colori con segni sovrapposti, nervosi e corposi, anzi, scolpiti. L'inesistente, esistente, direttore d'orchestra che con la sua gestualità fa emergere la liricità della composizione. La ricca personale di Simone Beck, alla Galleria 9 Colonne de Il resto del Carlino di Bologna, ti coinvolge immediatamente, quasi in un' "attrazione fatale", per vedere meglio, anzi per sentire meglio. Più vuoi vedere, più osservi, più ti senti attratto dalla musicalità dell'opera.
Una monocromaticità di sfondo (a volte su più livelli) che ha nella sovrapposizione della stesura dei colori la composizione su di un pentagramma virtuale d'un brano lirico, dove le tonalità dei colori ne sottolineano ora il tono, ora la pausa.
Segni metti e chiusi, a volte freddi, che non prevedono né aria né luce. E' una natura assoluta senza stagioni e senza tempo, eterna come il suono della voce umana, Notte in Atlantico, il cui nucleo centrale a tutto tondo riceve i movimenti del mare, non solo in superficie e non solo le onde. Diverso l'andamento dei segni e delle costruzioni di Cangiante tramonto, dove tutto nasce e si eleva per poi volgere nella rotondità evolutiva di tutto ciò che appartiene alla vita.
Poetica è la composizione di una mattina dove le pennellate costruiscono il nascente giorno, pieno di gioia e di speranza: una scalinata al cielo che fa aumentare la dolcezza e completa l'ideale pentagramma con la musica che Simone Beck "ha dentro".
Ed ancora di più lo si avverte ne l'ultima poesia di ottobre, una composizione di bravura dove le variopinte foglie formano un tappeto che si integra con l'intreccio dei rami ormai spogli e completa la poesia dell'autunno.
Ben dice il gallerista Giulio Santabarbara: "nelle opere di Simone Beck si avverte la velocità della sua scrittura e la sua musicalità.
Questo nuovo ma intenso cammino fatto di pennellate, a volte complesse e compresse, a volte leggere e trasparenti, comunque intriganti, genera un leggero sapore di caos."

Valter Fabbri

["Corriere dell'arte" p.7 del 20/11/2004]

E' stata mia figlia a parlarmi di questo giovane (la galleria Santabarbara presenta la sua prima personale ad Aprile), che ha la musica "dentro", che sa scrivere e da tempo sente l'esigenza di trasportare il suo suono ed il suo segno, su grandi e calde superfici acriliche.
Nelle opere pittoriche di Simone Beck, si avverte la velocità delle sua scrittura e la sua musicalità. Questo nuovo ma intenso cammino fatto di pennellate, a volte complesse e compresse, a volte leggere e trasparenti, comunque intriganti, genera in me un piacevole sapore di caos.
E'un buon inizio, di sicura evoluzione, che arriverà, grazie a future esperienze ed alla sua sensibilità, ad una sua personalità.

Giulio Santabarbara

[Dalla Brochure "OLTRE IL PENTAGRAMMA" la rivolta dei cluster di Santabarbara Arte Contemporanea]

BECK: LA PITTURA NEL "DNA"

Simone Beck è figlio d'arte. II padre Mocenni, scultore, deve avergli profuso l'amore per l'arte anche se i suoi studi non avrebbero predetto tale destino. Egli però ha mangiato, bevuto e dormito in mezzo all'arte anche se inconsapevolmente, finché un bel giorno, si è trovato pittore. Questo noi all'improvviso, ma nutrito con la fotografia, la Letteratura e tutto il resto) Non Si tratta quindi di un fulmine a ciel sereno di amore verso la pittura, ma, come menzionato ne ha ricevuto in piccole dosi quotidianamente dalla figura paterna. Beck conosce molto bene la storia dell'arte, specialmente novecento, ovvero, le avanguardie storiche come il Cubismo, il Futurismo e l'Action Painting. Lo si vince benissimo nell'opera "Cristalli d'inverno" (2004), dove si intravede una figura che camina, in movimento, come certe opere dei futuristi. Prevale innanzitutto la composizione astratta, fatta di intrecci come se fosse una rete metallica. Il colore è sobrio, denota padronanza compositiva sempre piacevole e intrigante. In "Meriggio adriatico" (2005), opera recentisima, risalta la pacatezza della luce dorata nel sole pomeridiano, con rossi e blu intriganti. "Ombra sul fondo" (2005) si cala perfettamente sul romanticismo di un'ombra figurale melanconica sopra un antico muro di cotto. Almeno è questo che ci suggerisce la fantasia ma piacevole, ognuno di noi potrà vedere una propria verità. Le opere "La grande libellula" (2004) "Inserimento blu" (2005) denotano una rara sensibilità poetica. Simone Beck è solo agli inizi e, se tanto mi dà tanto, sicuramente la sua pittura avrà un seguito favorevole nel panorama artistico contemporaneo.

Domenico Difilippo

[Dalla Brochure della mostra "Gualtiero Mocenni & Simone Beck" Marzo - Aprile 2005]

Quando un poeta diventa pittore
Con questo titolo si potrebbe riassumere nel modo più semplice la creatività del multiforme autore milanese Simone Beck che si occupa fin dalla più giovane età di letteratura, musica e fotografia.
Raccogliere insieme il suo cammino creativo e professionale non è cosa facile: si va dagli studi musicali come contrabbassista alle esperienze lavorative in fabbrica e presso alcuni laboratori fotografici fino ad arrivare alle sue personalissime composizioni liriche e una prosa suggestiva, irraggiante di reminiscenze della terra degli avi.
Adesso, Simone trasporta le proprie emozioni, speranze, paure, presentimenti e attese nei colori che sono diventati la sua nuova penna, mentre la tela è un nuovo diario che racconta i suoi stati d'animo interiori.
La predisposizione alla liricità si evince dai colori caldi ma soprattutto dal blu e tutte le sue varianti, dimostrando la grande passione dell'autore per il mare come è evidente nel suo romanzo "Le parole del mare".
Dunque, possiamo affermare senza ombra di dubbio che il mare è il motivo conduttore che si insinua attraverso tutta l'opera di questo autore di talento.
Dopo la prima esposizione personale alla galleria "Santabarbara arte contemporanea" di Milano e dopo le prime critiche positive che gli hanno fatto "rompere il ghiaccio", Beck si è concentrato sulla pittura senza trascurare però le altre forme d'arte di cui si occupa (nel mese di gennaio del 2005 uscirà una raccolta di poesie dal titolo "In navigazione ed altri intimi attimi"). Nella pittura di Simone Beck si riscontra la dinamicità che caratterizza la sua prosa così come la melodia è sempre presente nella sua lirica.
Inoltre, il parallelismo tra la letteratura e la pittura di questo artista è leggibile tra le stratificazioni; mentre nella prosa è riscontrabile tra le anticipazioni e i flash-back del protagonista del romanzo "Le parole del mare", nella pittura ciò si esprime con una sovrapposizione di strati di colore.
Pertanto, mentre auguriamo buona fortuna al Simone pittore lo esortiamo a non dimenticare la letteratura, cercando di unire con felicità e abilità, in una perfetta simbiosi questi due generi che gli sono così congeniali.

Vanessa Begic

[Testo fornito dall'artista]