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Variazioni su un errore di Parmenide

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4 giugno 2011 - 27 novembre 2011

Padiglione della Repubblica Araba Siriana: "Evoluzione".
Commissario Cristian Maretti.
Curatori Fabio Anselmi e Sandro Orlandi.
Vernissage: venerdì 3 giugno 2011, ore 18:00 isola di San Servolo (VE).
Mostra collaterale Variazioni su un errore di Parmenide: venerdì 16 settembre 2011, ore 18:00 Liassidi Palace, Castello, Ponte dei Greci 3405, Venezia.

Progetto: “Variazioni su un errore di Parmenide”.

In mostra all'isola di San Servolo, al Padiglione della Repubblica Araba Siriana, due splendide sfere d'acciaio metallizzato di enormi proporzioni, alte come il primo piano di una casa, possenti, che riflettono la luce dello stesso sole che illuminò Parmenide 2500 anni fa.

Quando il pensatore greco elaborò il suo pensiero filosofico non poteva immaginare che 2500 anni dopo un raffinatissimo artista italiano, Beppe Bonetti, decidesse di rappresentare con delle opere d'arte la parodia di un suo concetto.
Non uno dei tanti concetti espressi, ma quello cardine, quello attorno a cui ruota tutto il pensiero del filosofo: la definizione dell'Essere!
Talmente pervadente quel concetto, che l'Essere doveva per forza identificarsi con l'universo stesso nella sua totalità spaziale e temporale, al punto che quando Parmenide volle paragonare, per similitudine, l'Essere ad una sfera (unico solido sempre uguale da qualunque punto lo si guardi) commise un errore, ponendo limiti a ciò che non ne ha per definizione.
Quell'errore è il grimaldello che Beppe Bonetti utilizza per parodiare con infinite variazioni ciò che “non è” dipingendo oggetti e spazi che non fanno più parte della sfera, che non entrano e non escono, eppure “sono”.
Quasi senza volerlo questa parodia diventa qualcosa di più profondo, perché l'Essere di Parmenide, ingenerato ed immortale, perfetto, perché basato sulla verità (unica ed assoluta) si può prosaicamente contrapporre all'uomo, entità che vive nell'errore perenne, basando la propria esistenza sull'opinione (ossia una delle tante pseudo-verità, o meglio uno dei tanti errori sulla Verità, unica ed assoluta) e quindi ciascuna opera (ossia ciascuna variazione su un errore di Parmenide) in qualche modo rappresenta l'uomo, ognuno di noi.

Ecco perché, guardando quelle 50 sfere perfette, lucide, metallizzate, che l'artista ha realizzato per la 54° Biennale di Venezia, i nostri occhi rincorrono i piccoli solidi di metallo aggettanti, le crepe, le note di colore...stiamo  cercando noi stessi, le nostre opinioni, i nostri difetti dentro quelle opere che anelano a rappresentare, o forse occhieggiano parodiandolo, l'Essere di Parmenide.
Queste opere straordinarie brillano di una luce interiore che viene da lontano e che Beppe Bonetti ci  manda per sospingerci a riflettere.

Biografia:

Beppe Bonetti nasce a Rovato (Brescia) nel 1951.
Inizia l'attività espositiva nel 1979. Nel 1980 costituisce il gruppo TREA, che si scioglierà due anni dopo, con il quale programma mostre al “Centro culturale materiali ed immagini” di Perugia, alla galleria Il Brandale di Savona, alla biblioteca civica di Rudiano (BS) e alla Matisse Galeria di Barcellona. Conia per le sue opere il termine “Metarazionalità” che identifica perfettamente la sua poetica che si avvale delle più raffinate tecniche dell'ottica geometrica privandola dell'elemento razionale ed introducendo l'elemento spaziale.
Partecipa da anni a rassegne nazionali ed internazionali in spazi pubblici e privati. E' presente in collezioni pubbliche e private, oltre che in Italia, in Francia, Olanda, Spagna, Giappone, Stati Uniti, Venezuela, Serbia, Ecuador e Danimarca.
Vive e lavora a Villa Erbusco, in provincia di Brescia.


Metarazionalità: la negazione del divenire. - Sandro Orlandi, curatore del Padiglione della Repubblica Araba Siriana.

Variazioni su un errore di Parmenide - Paolo Mozzo, assistente commissario del Padiglione della Repubblica Araba Siriana