La Torre di Babele, ma in ordine


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

Se il mondo fosse chiaro, l'arte non esisterebbe, Albert Camus
Rubrica per "Art Weekly Report" 7 febbraio 2011, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena
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ART FIRST è giunta alla sua trentacinquesima edizione confermandosi come il riferimento più importante nel panorama italiano dell'arte contemporanea. Le Gallerie giovani che si sono proposte erano circa una quarantina sulle 200 partecipanti, a conferma della scelta della Fiera di offrire un'immagine storica e già affermata. La rigorosa selezione è conseguenza naturale derivata anche dall'impegno economico richiesto, un sacrificio notevole cui dovranno far fronte molte gallerie che  in questo momento staranno progettando un piano di recupero liquidi veloce!
La visione generale percepita è di un'esposizione molto curata  sul piano estetico e molto piacevole a livello sensoriale. L'atmosfera è stimolante, internazionale e viene riscaldata anche da voci che pronunciano frasi in inglese, tedesco o francese. Il tutto fa immaginare una torre di Babele: persone di diverse culture, nazionalità e mentalità sono nello stesso padiglione, accomunate dalla medesima passione per l'Arte Contemporanea e dallo stesso fine commerciale. Si, è una torre di Babele, ma in ordine: ognuno ha il suo spazio e la possibilità di far conoscere all'altra parte di mondo il suo orientamento e le sue proposte. L'ordine è confermato anche dalla scelta di alcune Gallerie di allestire stand con esposizioni tematiche (molto bello lo stand della Galleria Grossetti che ha creato una “White Meditation Room” presentando soltanto opere bianche) o con personali di un unico artista (es. Dadamaino o Deluigi), che dimostrano come le gallerie adottino ciascuna la propria strategia di marketing.
Siamo piacevolmente sorpresi dalla decisione di alcune Gallerie, come la milanese Morone, di esporre i prezzi accanto alle opere: in questo modo il collezionista ha la possibilità di conoscere la base della trattativa e di ricavarne le proprie considerazioni. 
Nel Padiglione 20, quello dedicato perlopiù alle Gallerie storiche e affermate, rileviamo una buona presenza di Gallerie straniere (Parigi, New York, Londra, Praga, Barcellona, Nizza, Tokyo ecc...) e   riconosciamo molte opere rappresentative di alcune principali correnti artistiche contemporanee ad esclusione dell'arte cinetica. Alcuni esempi sono quadri del '57 di Mack, fondatore del Gruppo Zero, enormi sculture di Mel Ramos, capostipite della Pop Art, i neon di Mario Merz, artista rappresentativo dell'Arte Povera e le sculture di Arnaldo Pomodoro, che ricorrono in diversi stand anche in dimensioni davvero notevoli.
Nel padiglione 15 e 18 sono presentate opere piuttosto eterogenee sia nella tecnica sia nella lavorazione dei materiali: siamo colpiti dalle opere di Fabio Viale, che realizza sculture in marmo iperrealiste, e dalle opere in vetro di Tristano di Robilant. Tra le nuove proposte della ricerca artistica più recente interessanti sono i quadri del vincitore del Premio Euromobil 2010, Rob Sherwood, quelli della vincitrice 2011, Adelita Husni-Bey, il poentinismo rielaborato di Giuseppe Armenia e le figurazioni realizzate con materiali di recupero da Dario Costa. Una considerazione a parte merita il settore editoria con numerose e qualificate presenze. 
Passeggiando tra i padiglioni abbiamo notato diversi “bollini rossi” equamente distribuiti nei diversi orientamenti artistici che incoraggiano un generale ottimismo per il futuro del mercato contemporaneo confermato anche dal numero notevole di visitatori, soprattutto giovani, costellata di personaggi illustri sia del mondo dell'Arte sia dello spettacolo. In definitiva Art First si conferma ancora un mercato vivo e stimolante.

 

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Staff di ARTantide.com