Il successo dei “rifiutati”: La rivoluzione dello sguardo. Capolavori impressionisti e post-impressionisti dal Musèe d'Orsay.


CAFFéLARTE

Staff di ARTantide.com

Ogni colore che non vediamo nasce dall’influenza del suo vicino. Claude Monet

Rubrica per "Art Weekly Report" 4 aprile 2011, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

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Fino al 24 Luglio al Mart di Rovereto sono esposte settantacinque dipinti provenienti dal parigino Musèe d'Orsay che è ora in fase di restauro. L'esposizione presenta una selezione di dipinti rappresentativi della nuova visione artistica dall'impressionismo fino alla vigilia delle avanguardie.
Il percorso si snoda seguendo un allestimento tematico, che riesce a far percepire in modo ordinato e limpido i diversi approcci degli artisti allo stesso argomento.
Appena entrati nella prima sala percepiamo subito la genialità e l'assoluta padronanza tecnica degli artisti consapevoli dell'enorme importanza storica di opere così eccezionalmente uniche.
Il primo tema presentato è dedicato al gruppo degli artisti, rifiutati dai saloni accademici francesi perchè visti come dediti ad un'arte rivoluzionaria, ribelle e poco disciplinata.
Così, l'artista emarginato, protagonista anche della seconda sezione, racconta il suo percorso solitario e drammatico: la stanza vuota di Van Gogh, la partenza per Tahiti di Gauguin sono esempi di difficile rapporto tra l'artista ed una società che lo rifiuta.
La “rivoluzione dello sguardo” coinvolge anche i luoghi, descritti ora in modo diverso e più attento alla luce ed agli elementi atmosferici. La prospettiva di Monet nella Cattedrale di Rouen è del tutto nuova e testimonia una diversa visione dell'arte, riscontrabile anche nei paesaggi di Monet, come il bacino di ninfee del 1899 e nelle descrizioni rurali di Renoir.
Invece, un'atmosfera più intima e personale ci accompagna nelle sale dedicate alla visione interiore dell'artista dove è preponderante la profondità dei sentimenti. La rappresentazione della vita psichica è un aspetto che ha impegnato moltissimo i simbolisti Emile Bernard o Fantin-Latour i quali si sono dedicati alla ricerca della purezza originaria.
Anche il rapporto tra femminile e maschile è presentato in un modo originale: nella sala attorno cui ruota questa tematica è evidente l'attenzione per l'anatomia e per il realismo, espresso al massimo della padronanza tecnica, come “i piallatori di parquet” di Gustave Caillebotte  in cui i gesti degli antichi eroi sono trasformati in azioni quotidiane, come piallare un pavimento. La resa della luce che si riflette sui torsi nudi dei protagonisti studiati nel dettaglio rende il quadro molto affascinante. In questa stessa sala troviamo la reazione totalmente diversa, provocatoria e irriverente di Courbet con “L'origine del mondo” del 1866 che non permette indifferenza. E' reale,  e riassume in sé la tecnica l'ironia il proibito riflettendo una comunicazione molto intensa. 
Una sala è dedicata alla Parade, al tema degli spettacoli e degli svaghi con opere eccezionali nella riuscita della descrizione di diversi punti di vista: dal divertimento di un lussurioso Moulin >Rouge di Boldini alla rappresentazione dell'impegno e della fatica degli artisti ( Degas, ballerine).
L'ultima sala è riservata al tema del Paradiso terrestre e alle immagini di mondi bucolici, di eden sognati e di spirituali visioni incontaminate, suscitate dalle preoccupazioni di un periodo storico in cui la trasformazione industriale muoveva passi pesanti. “La donna con parasole” di Monet o le “donne al pozzo” di Signac sono alcuni esempi.
La visita è stata assolutamente appagante: vedere da vicino dei capolavori universali che conservano ancora la vivacità dei colori, e l'assoluta ed eterna attualità dei temi risveglia i sensi e l'entusiasmo della conoscenza di artisti così importanti.
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