Andare al museo...


CAFFèLARTE

Costanza Gori - Febbraio 03 - 2016

Il pensiero fa la grandezza dell'uomo, Blaise Pascal

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In questo spazio vi proponiamo un'ipotetica ma probabile conversazione tra due visitatori di recenti  esposizioni e la presentiamo come una riflessione sulle percezioni che i fruitori avvertono in un museo, suggerendo un punto di vista generale sulle scelte ed anche sui percorsi di visita. Il settore di studio dell'allestimento di un museo occupa oggi un ruolo importante ed impegnativo, e si pone come obiettivo quello di coinvolgere in modo organico gli spettatori valorizzando nel migliore dei modi le opere in mostra. Qual'è il riscontro dei visitatori?
Già prima di entrare in un museo le impressioni e le sensazioni possono essere contrastanti: ecco le opinioni di Alex e Miky.

Alex: “Vedi Paola, abbiamo fatto proprio bene a decidere di visitare questo museo, guarda che coda! Vedi quante persone sono interessate a questa mostra? Significa che è un'occasione importante, non vedo l'ora di entrare.”
Miky: “Beh, veramente io credo sia questione di disorganizzazione. Scusa, l'importanza di un museo sta anche nel saper gestire i flussi di visitatori e dare loro la possibilità di godere al meglio della visita. Siamo in coda già da mezz'ora, in questo modo ci stanchiamo prima di entrare e non riusciremo a mantenere la concentrazione!”
Alex: “Effettivamente è pesante però pensa, ognuna di queste persone in fila paga un biglietto per poter entrare e quindi il Museo incasserà una cifra molto rilevante! Per me una mostra ben riuscita si riconosce anche dagli incassi ottenuti, non credi? Se le persone continuano a venire di giorno in giorno, pur facendo la coda, significa che l'esposizione lo merita.”
Miky: “Dunque, per prima cosa, la cultura di una società e di un Paese ha bisogno di essere stimolata dai contenuti e non dagli incassi. E' in assoluto più soddisfacente visitare una mostra innovativa, anche provocatoria in qualche modo, ma comunque in grado di suscitare riflessioni nuove piuttosto che visitare una mostra che, anche se espone capolavori indiscussi, non favorisce una rielaborazione personale. Certo non deve essere facile organizzare una mostra! Dalla pubblicità alla gestione delle opere e all'ideazione dell'allestimento, sono tanti gli aspetti da valutare. Una cosa è certa, il percorso non deve durare più di un'ora. Solo così si permette di memorizzare bene, apprendere in modo attivo senza stancarsi.”
Alex: “E perchè scusa? Più possibilità hai di vedere opere meglio è! Tanta gente affronta un viaggio per poter conoscere la mostra, pensa che delusione sarebbe!”
Miky: “Mah, non saprei, forse se i percorsi fossero molto scorrevoli più persone si avventurerebbero nelle sale senza vedere una mostra come l'inizio di un infinito labirinto dal quale uscire esausti”
Alex: “Come hai detto tu, allestire una mostra non è proprio una passeggiata se pensata al meglio e spesso si coinvolgono anche associazioni, altri musei e anche privati che prestano le opere in loro possesso per metterle a disposizione di tutti. Non è meglio sfruttare tutti questi canali e permettere al visitatore di conoscere il più possibile?”
Miky: “Si certamente, anche se ho qualche titubanza sulla positività di una collaborazione così stretta tra arte pubblica e privata, la mia paura è che si ceda alla volontà di privati che intendono pubblicizzare le loro opere per venderle poi al meglio, e che ci si orienti nella scelta delle opere degne di essere appese in un museo, a seconda delle valutazioni commerciali attuali del quadro. E' vero che si possono conoscere opere che in altro modo non sarebbe stato possibile vedere ma non bisogna cedere al mercato, che ha contaminato la produzione artistica rendendola spesso schiava di galleristi e mercanti facoltosi! Il museo dovrebbe mantenere quell'aura di inconfutabile importanza”
Un altro tipo di riflessione riguarda il costo del biglietto di ingresso ai Musei e i servizi che essi possono offrire

 

Seconda parte

Miky: “ Mi chiedo come mai esiste una chiara tendenza ad allestire mostre riproponendo spesso i nomi più conosciuti e le correnti artistiche più affermate. La cultura dell'arte non è solo legata all'impressionismo, al futurismo o a qualche mostro sacro come Picasso, Chagall, Modigliani ecc. Considerando anche il budget a disposizione, credo sia meglio allestire più mostre meno importanti e quindi meno costose ma con maggiore diversificazione piuttosto che  fare una sola mostra di grande impegno e risonanza”
Alex: “Forse la soluzione migliore sta nel mezzo: una bella e importante mostra e poi tante piccole esposizioni contenute ma stimolanti a corollario di una più vasta conoscenza”
Miky: “Un'altra questione sulla quale discutere riguarda il costo del biglietto: si dice spesso che si vuole avvicinare i giovani al mondo museale e diffondere il piacere di conoscere l'arte ma in certe esposizioni il biglietto costa troppo, con tutte le tasse che paghiamo si potrebbero sostenere economicamente più iniziative culturali rendendo accessibili a tutti le visite.”
Alex: “Non è sempre positivo abbassare il livello delle persone che frequentano i musei, i giovani spesso non hanno rispetto della cultura e trovo corretto pagare un biglietto in proporzione alle spese. La manutenzione, l'allestimento e l'organizzazione delle mostre hanno dei costi inevitabili ed è giusto che a sostenerli siano le persone che amano questo mondo e che pagano per avere un servizio e una qualità di buon livello! E' appagante anche visitare una mostra in ambienti ben studiati nell'allestimento e godere del sottofondo musicale adatto in completa serenità.”
Miky: “Su questo hai ragione, è piacevole essere calati in un'atmosfera in sintonia con i contenuti, ma l'arte è nata per essere a disposizione di tutti! Io infatti approvo pienamente le nuove scelte didattiche che coinvolgono anche i bambini nei musei che si improvvisano piccoli artisti e cercano di copiare un quadro mentre la guida spiega loro il significato dell'arte, è sicuramente positivo far conoscere da subito questo splendido mondo artistico”
Alex: “Io in realtà rimango scettico, i bambini fanno confusione, è naturale. Sono spesso motivo di distrazione per una persona che invece vuole assaporare la visione dell'opera senza troppo rumore. Pur approvando l'insegnamento del valore artistico anche ai più piccoli, penso sarebbe meglio studiare percorsi in orari alternativi”
Miky: “A me piace immaginare un Museo come uno spazio dove si può entrare liberamente anche solo a bere un caffè, consultare un libro o una rivista, discutere con qualcuno, vedere un video o addirittura consumare uno spuntino durante la pausa pranzo, non come un ambiente riservato a pochi eletti. Non hai sentito? Anche la Royal Academy of Art di Londra ha affidato ad un noto designer il progetto del ristorante all'interno dei suoi spazi, proprio per rendere più “appettibili” gli interessi museali”
Alex: “Ben venga basta che non diventi un centro commerciale!”
Queste sono solo alcune delle riflessioni che i visitatori attenti si pongono. Rimane l'interrogativo sull'approccio migliore, anche se probabilmente dipende sempre dal contenuto e dal tema di un'esposizione, che può orientarsi con più simpatia verso i visitatori come Alex o al contrario preferire l'atteggiamento di Miky, adottando scelte del tutto diverse.

 

Non c'è, per nessuna comunità, investimento migliore del mettere latte dentro ai bambini,  Winston Churchill 


Costanza Gori - Febbraio 03 - 2016