Street Art in Italia


Arte Contemporanea: movimenti artistici e riflessioni

Marthe Happi- Marzo 01 - 2016

Non sono gli uomini che guidano la rivoluzione, è la rivoluzione che guida gli uomini, Joseph de Maistre

img

Quando si parla di street art ci si riferisce all'arte di strada, ad un'arte libera e spontanea. Moltissimi sono i debiti nei confronti del graffitismo americano degli anni Ottanta tanto che per street art si intendono solitamente le tendenze artistiche sviluppatesi post-graffiti quindi dalla fine degli anni '90 fino ad oggi. 
Il valore iconografico della tag come firma indistinguibile resa arte dal writer rimane sempre una costante anche nello sviluppo di questo tipo di espressione in Italia ma a differenza del contesto in cui si era sviluppato il graffitismo americano, qui non viene dedicata un'attenzione esclusiva allo studio delle lettere e il linguaggio risulta molto contaminato. 
Si riconoscono spesso figure di tradizione fumettistica, ma anche rappresentazioni ironiche della contemporaneità che coinvolgono politici, eventi dell'attualità ma anche gente comune.
Più in generale il movimento street in Italia considera basilare la qualità del disegno individuando in esso una cultura personale e semplificando si può affermare che la produzione è guidata da due filoni fondamentali. Uno è quello che riunisce i writer mossi da intenti di sovversione, di ribellione e di rifiuto delle istituzione e della proprietà, l'altro invece individua nella street art una semplice possibilità di esprimere la propria necessità artistica negli spazi intorno a loro per farla vivere quotidianamente inserendola nel contesto sociale.
In Italia si comincia a discutere del valore artistico della street art solo a partire dal Primi anni del Duemila quando i disegni si trovavano sui muri, sui treni e nei sottopassaggi costringendo le istituzioni pubbliche a porsi l'interrogativo relativo alla legittimità di questi gesti.
Le città più coinvolte inizialmente sono state Milano, Bologna e Roma con lievi differenze stilistiche: gli writers milanesi si sono orientati verso un riscontro ribelle in contrasto con la città puntando su una massificazione delle decorazioni tesa ad intercettare il maggior numero di persone, Bologna viene conosciuta soprattutto per gli interventi seriali mentre Roma viene conosciuta per la tecnica stencil (che prevede l'applicazione di vernice o pigmento su maschere di cartoncino che vanno poi rimosse).
Ad oggi le tecniche utilizzate, oltre allo spray e allo stencil, comprendono poster, sticker,  installazioni e performance e la street art influenza moltissimi settori artistici come la pittura, la scultura, la grafica, la pubblicità, il design, l'illustrazione, la moda e l'architettura.
Scegliamo volutamente di non citare nessun nome di writer perchè siamo fermamente convinti che questo tipo di arte debba appartenere al mondo in cui è nato e cresciuto e cioè alla strada. Sebbene alcune gallerie e televisioni abbiano studiato delle operazioni commerciali su questo tipo di arte, riteniamo non debba perdersi di vista il motivo per cui è nata, ossia il rifiuto delle regole del mercato dell'arte, il distacco e la condanna del commercio artistico a favore invece di un'arte che si manifesta spontaneamente e che si diffonde tra la gente che passeggia e che non sceglie di vedere e valutare le opere ma si trova a doversi confrontare con esse. Il fascino di un'arte di strada è questo e risulta restrittivo ricondurla forzatamente al meccanismo rigido della valutazione economica.
Ben venga la diffusione della cultura street come arte, si mettano a disposizione dei writers spazi pubblici da rivalorizzare in cui gli artisti possano realmente contribuire a migliorare l'estetica e il valore del quartiere in modo libero e in linea con la loro filosofia, senza mettere a rischio edifici storici o privati evitando così anche i giustificati provvedimenti di restrizione da parte delle istituzioni.


Marthe Happi- Marzo 01 - 2016