Fusion Art Museum


CAFFèLARTE

Paolo Mozzo - Marzo 03 - 2016

Non si può smettere di lavorare, si vive l'arte, Shalom

imgIl Fusion Art Museum è uno spazio dedicato all'arte contemporanea che si propone come un'area a New York City esclusivamente dedicata alle esposizioni di Fusion-Art ossia un tipo di espressione artistica che si basa sulla fusione, sull'integrazione e la mescolanza di diversi elementi, anche i più disparati coinvolgendo pittura, scultura, suono, luce, video, collage o fotografia attraverso la capacità di assemblaggio dell'artista.
Al contrario delle tendenze minimalistiche, della ricerca della purezza, dell'eleganza delle singole linee o colori, la Fusion-Art concentra la sua produzione sull'ibrido, sull'accumulo e sulla contaminazione. L'idea di una continua scoperta di componenti con il prolungarsi dell'osservazione, rende la visione semplice se considerata attraverso una chiave di lettura generale e al contrario molto complessa nella visione del particolare.
Gli artisti che oggi espongono al Fusion Art Museum provengono da Giappone, Cuba, Italia, Canada, Polonia, Cina, Russia, Repubblica Ceca e la maggior parte di essi non ha mai esposto prima negli Stati Uniti. Il Fusion Art Museum è uno spazio aperto dove tutti possono esporre le loro creazioni, dove non contano l'affermazione commerciale e le conoscenze, che è diventato un punto di riferimento di un'arte spontanea, non influenzata.
L'osservatore che entra in un museo come questo è sicuramente sottoposto ad una elevata e continua stimolazione, dettata da colori, suoni, luci, sensazioni molto diverse tra loro, non c'è un ordine e non esistono dettami di alcun genere. 
L'artista che più rappresenta questo museo e che è uno dei suoi fondatori è Neuman Shalom, la cui filosofia si richiama in modo particolare ad una dichiarazione di Kandinsky per il quale l'opera è il prodotto dell'energia di vita dell'artista: l'arte è una necessità irrinunciabile di esprimere tutti propri bisogni e non una scelta cosciente e razionale che presuppone delle esclusioni. Sono in molti ad associare la filosofia artistica di Shalom a quella di Baj, fondatore dell'arte nucleare, un movimento nato nel 1952 basato sull'idea di materia che si trasforma in energia e movimento. Non contemplazione quindi ma posizione attiva e dinamica. Le opere di Shalom si basano sul concetto della non-esclusione: la vera libertà, quella tendente all'infinito aritmetico delle possibilità si rende quindi coerente con una tecnica artistica basata sulla moltiplicazione della moltiplicazione. Diventano perciò molteplici i punti di vista, ma anche le materie e le strutture utilizzate.
Si può dunque parlare di con-fusione riferendosi a questi tipi di lavori, ovvero una fusione di elementi che vengono messi in dialogo tra loro, vengono proposti accostamenti improbabili e gli oggetti acquistano una funzione del tutto diversa da quella conosciuta.
La fusione degli elementi però avviene in un modo ordinato che appare quasi naturale: le diverse parti vengono coinvolte in una struttura organica senza far trasparire alcuna forzatura nell'integrazione delle materie. Oggetti incongrui sono saldati in strutture illogiche, luci fluorescenti inserite in composizioni complesse, materiali quotidiani e reali sono accorpati a figure digitali artificiali: qualsiasi elemento, oggetto o immagine sembra trovare il proprio posto in maniera spontanea.
Il Fusion Art Museum rappresenta in qualche modo la rinascita del Dio Pan (che etimologicamente significa tutto), emblema della globalità e dell'inclusione.
L'importanza di un Museo di questo tipo a New York proprio nella stessa zona in cui sorge anche il più selettivo New Museum, riferimento per l'arte contemporanea, crea aspettative ottimistiche per il mondo artistico nella direzione di una valorizzazione della creazione più generale, senza nessuna esclusione.

Paolo Mozzo - Marzo 03 - 2016