Chagall: conta più il nome o il soldo


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

Il vero mistero del mondo è ciò che si vede, e non l'invisibile, Oscar Wilde

Rubrica per Art Weekly Report; 30 maggio 2011, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

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E' un sabato sera, una calda e dolce serata di maggio, stiamo passeggiando io e Miki per il centro della bella Verona, i passi ci portano davanti all'ingresso del Museo d'arte Contemporanea Palazzo Forti, molta gente si avvia per entrare e decidiamo di seguirla, in cartello vi è la mostra di Marc Chagall, si entra gratis: ecco perché tanta gente, ne approfittiamo anche noi. Ci attende una coda di venti minuti, niente male, immaginiamo che la mostra lo meriti. Per mitigare l'attesa ci mettiamo ad osservare le altre persone in coda, l'80% sono per lo più coppie di giovani, tra i venti ed i trent'anni, e questo ci ha suggerito alcune riflessioni: l'ingresso gratuito al museo ha motivato i giovani forse più del  nome importante dell'artista, a volte basta un piccolo sforzo di fantasia per decretare il successo di una mostra; anche se non ci sono introiti lo scopo più giusto non è forse quello che più gente possibile la possa ammirare? Soprattutto se si vuol diffondere l'arte fra i giovani, distogliendoli alla sera da interessi che con la cultura hanno poco a che fare. Vedere sulle scale dell'antico palazzo tutte queste coppie in attesa, spesso in atteggiamento affettuoso, mi riporta a Chagall, al suo grande amore per Bella, sposa ed ispiratrice di tante sue opere. Bella è la figura femminile che volteggia nel cielo di Vitebsk, sua città natale, è la protagonista del bacio  nel quadro “Il Compleanno”. Con queste riflessioni varchiamo l'ingresso per dedicarci alle sale della mostra. 
Il titolo della mostra “Sottosopra” viene ripreso coerentemente dalla prima opera che ci accoglie: l' uomo con testa rovesciato del 1919, un dipinto di dimensioni modeste ma molto affascinante. Io e Miki ci guardiamo soddisfatti e ci avviamo verso la seconda sala con molte aspettative. In realtà rimaniamo un po' delusi. Ci accorgiamo che la mostra è davvero modesta, costituita da pochissime opere importanti e rappresentative del lavoro dell'artista, e per lo più concentrata sulle incisioni e sui disegni.
L'esposizione è stata suddivisa in tematiche, a partire dalla Bibbia, per passare alle illustrazioni ideate per i libri di poesie e di racconti, i paesaggi francesi, le scenografie per gli spettacoli teatrali fino ad arrivare agli autoritratti. In mezz'ora avevamo osservato senza fretta tutti i disegni, rimanendo un po' perplessi. Gli apparati dell'esposizione sono stati a nostro parere in linea con il carattere di Chagall, sognatore e romantico, proponendo nello svilupparsi delle stanze, alcune frasi poetiche come “La russia si copriva di ghiaccio. Lenin l'ha rovesciata sottosopra come io rigiro i miei dipinti” ma a livello di contenuti il tutto ci è sembrato un po' deludente.
Spostandoci nell'ultima sala possiamo dedicarci alla visione di un video in cui è lo stesso Chagall a spiegare l'ideologia della sua produzione, affermando di essere contro il realismo per potersi costruire una realtà nuova, sua, capovolta.
Il video ripercorre le tappe fondamentali della sua vita, dalle dimissioni dall'Accademia, ai suoi lavori a Mosca, al difficile rapporto con i tedeschi fino all'amicizia che lo ha legato a  Matisse e al grande amore per Bella, descrivendolo attraverso una chiave piuttosto intima. Davvero molto interessante, soprattutto per chi non conosceva Chagall che ha potuto avvicinarsi un po' di più alla sua personalità. Forse però, se il video fosse stato proiettato prima dell'esposizione anche i meno esperti, che probabilmente erano i più, avrebbero potuto interpretare meglio le opere esposte, nonostante fossero poche e nonostante fossero quasi esclusivamente disegni e incisioni.
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