Arte Indiana: la donna velata


Arte contemporanea: movimenti artistici e riflessioni

Sandro Orlandi - Aprile 02 - 2016

Anche la più lunga camminata comincia con un passo....

Subodh Gupta
Subodh Gupta
L'arte contemporanea indiana sta cominciando ad imporsi sul mercato e a suscitare l'interesse di molti collezionisti moltiplicando le apparizioni di artisti indiani a Fiere e manifestazioni di arte contemporanea, soprattutto nell'ultimo decennio.
L'India è stata per lungo tempo un continente sicuramente affascinante ma dal punto di vista delle avanguardie sembrava “addormentato” probabilmente perchè sopraffatto dalle contraddizioni e dagli scontri interni.
Fino ad ora l'approccio dell'Occidente è stato un po' ambiguo: da una parte molti collezionisti hanno deciso di non considerare l'arte indiana come una possibilità di guadagno e dall'altra alcuni appassionati hanno abbracciato volentieri l'arte di questa nazione pur non capendola del tutto.
Con gli anni '90 e la liberazione economica, l'India ha saputo convivere anche con le differenze etniche e culturali insite nel territorio cominciando a dare una visione di sé molto diversa, diventando competenti anche in settori differenti come quello del software, della letteratura o l'industria farmaceutica.
Dopo una lunga storia di isolazionismo, gli indiani hanno superato la loro tradizione indù che gli impediva di attraversare il mare e hanno cominciato a viaggiare confrontandosi con il resto del mondo.
Generalizzando oggi si può parlare di un filone artistico orientato verso l'arte astratta e la geometria ereditata dalla tradizione mogol e di un'altra corrente più incline invece a all'arte fotografica, scultorea e alla pittura figurativa.
Una caratteristica comune è sicuramente il fatto di “caricare” le opere come fanno con i piatti tipici della loro cucina che sono molto speziati, o come indica la loro moda, colorata, sfarzosa e decorata.
Le opere sono ricche di significati, di colori e di rimandi.
L'età media degli artisti oggi sulla scena internazionale è di 30-40 anni a conferma di un'arte giovane nella diffusione intercontinentale ma ricca di cultura e tradizioni forti da sempre.
Anche nelle avanguardie contemporanee infatti permane la volontà e la ricerca di un legame costante con la storia passata, una caratteristica propria dell'indole indiana mantenuta viva anche dagli artisti che scelgono la fotografia come mezzo espressivo.
Ravinder Reddy è un artista di riferimento per quanto riguarda la scultura: le sue opere sono rivisitazioni piuttosto strong della fisionomia indiana, sculture di dimensioni imponenti e colori vivacissimi che ritraggono volti di donne indiane con acconciature e oreficeria tradizionale.
Il più conosciuto è però sicuramente Subodh Gupta che erige monumenti alla gloria dell'India, che utilizza lo sterco di vacca (animale sacro) per costruire le sue opere e che spesso mette anche se stesso sulla scena.
I materiali che Gupta utilizza sono comuni pentole, macchinine, tessuti e sterco per sottolineare il suo proposito di produrre arte fruibile dai molti e non dai pochi eletti.
Qualche artista si è dedicato ad un'arte sociale, con sfondo politico: Anita Dube, per esempio, in seguito alle violenze del 1992 a Bombay, decide di esporsi ricoprendo con velluto color zafferano (il colore dell'induismo e dei militanti conservatori) diversi oggetti di uso quotidiano.
Anche la performance è ben rappresentata. Sonia Khurana ha presentato delle esibizioni in cui ballava nuda cercando di imitare un uccello, mantenendo però uno sfondo critico e provocatorio.
Thukral & Tagra invece sono il corrispondente indiano di Gilbert & George e compongono figure colorate, complesse e spesso ironiche.
Questi sono solo alcuni esempi di artisti provenienti da un mondo fino ad ora tenuto nascosto ma che comincia a dimostrare il suo luccichio.

Sandro Orlandi - Aprile 02 - 2016