Un diciottenne in visita al Museo


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

Rubrica per Art Weekly Report; 05 Settembre 2011, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena
imgQuesta settimana, in concomitanza con l'inizio del prossimo anno scolastico, vi proponiamo l'esperienza di due liceali in visita al Mart quale utile esempio su cosa loro maggiormente hanno recepito e per poter suscitare qualche riflessione sul rapporto che lega il mondo dell'arte contemporanea ai giovani.“Sono Zeno, un ragazzo di 18 anni, ed assieme alla mia amica e compagna di scuola Elena abbiamo scelto di visitare il Mart spinti dalla curiosità di conoscere qualche aspetto dell'arte moderna vedendola dal vivo e non solo sui testi scolastici. Nel museo vi erano diverse sezioni, alcune dedicate a mostre permanenti ed altre a mostre periodiche. Abbiamo iniziato visitando la parte più propriamente storica dove erano esposte opere che si riferivano principalmente alle avanguardie, quali il Futurismo, la Metafisica, il Novecento Italiano, l'Astrazione ed il Gruppo Corrente. Fra queste quella che ci ha maggiormente colpito ed entusiasmato è stata la corrente del Futurismo, le cui opere erano esposte in diverse sale dell'edificio. I lavori di questi artisti ci sono sembrati più dinamici ed innovativi rispetto a quelli degli altri artisti, più legati alla tradizione.A questo ciclo di opere si ricollega l'installazione, collocata al piano inferiore dell'edificio, dell'artista Rosa Barba consistente in una immensa bobina cinematografica, la cui struttura formava degli spicchi vuoti in cui erano presenti dei meccanismi che facevano scorrere delle pellicole, ognuno in modo diverso. Il meccanismo veniva messo in movimento periodicamente da un timer ed il tutto era illuminato da lampadine interne non visibili al pubblico. Tutta la luce, per non parlare dei suoni dei marchingegni, creava un'atmosfera di movimento, come deve essere una bobina per permettere la proiezione del film. Il richiamo al movimento del Futurismo qui risulta molto evidente e l'artista stessa ne dichiara la specifica influenza.Ci siamo poi dedicati alla visita della mostra intitolata “Percorsi riscoperti dell'arte italiana nella VAF-Stiftung 1947-2010” e l'opera che più ci ha colpiti era proprio quella posta all'ingresso della mostra. Essa era una composizione di Paolo Scirpa formata da tre rettangoli posti in verticale e collegati da un vetro illuminato. Queste tre figure erano completamente ricoperte di scatole in cartoncino servite per contenere prodotti commercializzati. Tra esse: confezioni di farmaci, pacchetti di sigarette, scatolette di rullini fotografici, e via dicendo. A me personalmente ha dato l'idea di in grande palazzo in cui tutti i balconi erano abitati da condomini i quali pubblicizzavano ognuno una marca diversa, era un immenso conglomerato di colori e di scritte che insieme formavano l'opera. Ogni scatolina era posta ad una sporgenza diversa da quelle circostanti, questo permetteva alla figura di “muoversi” avendo parti che fuoriuscivano ed altre che rientravano, come un grande altorilievo.Sicuramente per noi giovani i classici dipinti risultano un po' superati e ci sentiamo più attratti dall'arte che utilizza installazioni sia per le dimensioni rilevanti ed affascinanti e sia per l'originalità delle composizioni, che risultano essere pù coerenti con un mondo moderno, in continua evoluzione e sperimentazione capace di coinvolgere anche materiali di uso comune che vengono originalmente riscoperti. Purtroppo la scuola, in particolare il Liceo che frequentiamo, non lascia molto spazio alla creatività ed all'immaginazione, quindi sotto questo aspetto una visita come questa è stata senza dubbio oltre che piacevole anche stimolante. Sarebbe senza dubbio interessante analizzare meglio con maggiori approfondimenti in classe le nuove tendenze artistiche perchè sicuramente hanno molto da dire anche sulle necessità della società di oggi.img

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