Arte Cinetica in Italia


Arte contemporanea: movimenti artistici e riflessioni

Sandro Orlandi

La migliore filosofia ha sempre sostenuto che il punto più elevato, più fresco e più compiuto della ragione è il meravigliarsi. Fabrice Hadjadj

Alberto Biasi. Grande tuffo nell'arcobaleno, 1962-2000.
Alberto Biasi. Grande tuffo nell'arcobaleno, 1962-2000.
1952. E' questo l'anno in cui Bruno Munari scrive il “Manifesto del macchinismo” dichiarando che gli artisti avrebbero fatto meglio ad abbandonare i pennelli per lavorare e creare con le macchine.Da questo momento in poi in Italia si diffonde la poetica dell'arte cinetica, del movimento e del gioco di visioni.Negli anni 60 e 70 nascono diversi gruppi con lo stesso intento di analisi scientifica e di approccio tecnico con il mondo artistico e cinetico. Di particolare rilievo è sicuramente il Gruppo T che nasce a Milano nel 1959 fondato da Davide Boriani e Gabriele De Vecchi a cui si aggiunsero Giovanni Anceschi, Gianni Colombo e Grazia Varisco. Questo gruppo nasce in concomitanza con altre aggregazioni dagli analoghi obiettivi come il Gruppo N, nato come libera associazione a Padova e rappresentato da Massironi, Biasi, Chiggio, Costa, Landi.In entrambi i gruppi compare l'idea di un nuovo tipo di arte, collettiva, capace di trasformare il concetto della figura creativa isolata dell'artista in nuovo metodo di lavoro collaborativo per poter utilizzare un linguaggio pulito e scientifico nella realizzazione di un progetto.In particolare, Davide Boriani, fondatore del Gruppo T, si interessa della rappresentazione del rapporto spazio-tempo introducendo nel suo repertorio luci artificiali, alluminio, vetro, gommapiuma, calamite, motori elettrici ecc. Sono note le sue composizioni di limatura di ferro mossa da calamite inserite nel retro del contenitore che vengono mosse da meccanismi a motore programmati secondo ipocicloidi (particolari curve definite da formule matematiche). In questo modo la limatura di ferro si muove creando in continuazione forme nuove e diverse sulla superficie.La componente causale è molto forte e crea un processo non ripetitivo che costringe il pubblico ad un'osservazione diversa di un'opera mai conclusa.Boriani lavora anche su intere stanze. Le sue “camere oscure” sono allestite con apposite luci dagli effetti stroboscopici che si riflettono sulle pareti e sul soffitto ricoperti di specchi. I pavimenti colorati contribuiscono a disorientare lo spettatore che si trova immerso in una dimensione diversa rispetto al mondo reale.Gianni Colombo, anch'egli facente parte del Gruppo T, lavora insieme a Boriani nella realizzazione di opere cinetiche ambientali come la “Sala degli spettacoli” del 1964 e “Ambiente periscopico 1966”. Come molti degli artisti cinetici si occupa anche di design ottenendo nel 1962 la Medaglia d'oro per il design alla XIII Triennale di Milano presentando un progetto per una lampada acrilica, studiato insieme al fratello.Anche la ricerca di Gianni Colombo è fondata sulla sperimentazione delle interazioni tra i diversi organi sensoriali dello spettatore.Le stesse ricerche vengono portate avanti anche a Padova, dal Gruppo N, del quale Alberto Biasi è uno degli esponenti di massimo rilievo. Lavora sulle sollecitazioni provocate dalle linee e dalle forme scelte dall'artista che creano movimento nell'occhio dell'osservatore. Famose le sue “Torsioni”, opere in rilievo costituite da stringhe lamellari che si sovrappongono in torsione e si dipanano a ventaglio concentrico creando giochi di visioni molto affascinanti.Anche l'Italia quindi ha sicuramente offerto un contributo importante allo svilluppo e alla diffusione dell'arte cinetica con artisti e opere di grande qualità che hanno mutato la concezione artistica: il gruppo degli artisti che si crea non nasce più per una volontà di divulgare un'ideologia o un modo di pensare artistico, ma per il desiderio di far parte di un'equipe scientifica in grado di rendere visibili le più affascinanti scoperte ottico-percettive.

Sandro Orlandi