I pazzi di San Servolo


CAFFèLARTE

Staff ARTantide.com

Anche da una finestrella piccola si può vedere il mondo, Monaldo Leopardi

Rubrica per "Art Weekly Report" 26 Settembre 2011, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgSan Servolo è un'isola della laguna di Venezia, collocata all’incrocio tra i canali dell’Orfano, di San Nicolò e del Lazzaretto: la storia e la destinazione d'uso di questa particolare isola sono molto interessanti. Dapprima, intorno al 780, diventa una sede dei monaci benedettini che poi sitrasferiscono lasciando gli edifici a disposizione del ricovero dei frati anziani. Intorno al 1100 venne usata dalle suore benedettine per la vita conventuale ma successivamente, a causa dell'insalubrità dell'isola e delle condizioni di degrado degli immobili, le suore si spostarono a Venezia e l'isola venne utilizzata come deposito per il grano fino al 1630 quando divenne un ricovero per gli appestati. Venne utilizzato poi come ospedale militare e nel 1725 furono ricoverati i primi malati di mente. Fu così che anche il governo di Napoleone dispose che i pazzi venissero ricoverati a San Servolo che diventò il manicomio di riferimento per il Veneto, la Dalmazia e il Tirolo. Dopo il 1978 quando venne approvata la legge che prevedeva la chiusura degli ospedali psichici, la Provincia di Venezia, avviò il recupero edilizio e si attivò per rendere San Servolo un centro di promozione multiculturale. Oggi, oltre ad accogliere la succursale dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, è diventata sede della Biennale di Venezia per gli eventi collaterali. In questa edizione l'isola ospita il Padiglione della Repubblica Araba Siriana e quello di Cuba, diventando una tappa importante integrata nell'evento più atteso nel mondo dell'arte contemporanea. E' interessante riflettere sul cambio di destinazione del luogo che conserva in sé un legame con il passato: l'“isola dei pazzi” è diventata oggi l'“isola dell'arte”. E in fondo gli artisti sono tutti un po' pazzi nella loro espressione e gli appassionati d'arte devono spesso superare la logica razionale per poter apprezzare un'opera al meglio. Quale luogo quindi potrebbe apparire più indicato? Il padiglione di Cuba quest'anno è presente alla Biennale dopo 44 anni di assenza e si dimostra pronto a confrontarsi con l'internazionalità. Gli artisti traducono la cultura artistica della loro terra con forti rimandi ai temi sociali e politici ma anche con la fantasia e l'eclettismo contemporaneo. Ad esempio, Alexandre Arrechea fa oscillare grandi trottole colorate sopra cui vorticano i modelli di grandi costruzioni-simbolo, Eduardo Ponjuan preferisce un linguaggio meditativo-concettuale, Duvier del Dago sfrutta l'innovazione tecnologica per opere neocostruttiviste e Yoan Capote propone sculture di stampo surreale e poverista, Felipe Cardena entra nel mondo dei cartoon. Diversi modi per interpretare l'arte contemporanea e di associare l'elemento etico a quello estetico. Il padiglione della Repubblica Araba Siriana presenta artisti, siriani e non, li mette a confronto attraverso una visione d'insieme quasi a richiamare la globalità del mondo contemporaneo. Sono personalità lontane per formazione, per cultura, per usi e costumi che cercano così come la Siria di superare le differenze e l'isolamento. Sabhan Adam ritrae volti trasfigurati, Nizar Sabour si avvicina all'iconografia sacra, Salvo Pastorello presenta una visione dell'oriente attraverso i simboli, Beppe Bonetti rimanda alla filosofia ontologica, Ivan Lardschneider produce sculture ironiche sulla debolezza umana, Pg Slis trova il suo linguaggio in installazioni e video, Bernard Aubertin risponde con le sue opere bruciate ecc. Siamo su un'isola e questa collocazione farebbe pensare alla solitudine, ad una sorta di esilio ed invece, attraverso l'arte, proprio quella piccola isola diventa il fulcro di un confronto mondiale, consentendo la grande opportunità di far interloquire fra loro mondi e culture totalmente diversi. La prossima settimana approfondiremo il legame tra pazzia e arte nella storia.img

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