Nel flusso dell'arte...


Arte contemporanea: movimenti artistici e riflessioni

Michela Danzi e Sandro Orlandi

“L'arte stessa è una forma di esagerazione” Oscar Wilde

Rubrica per Art Weekly Report; Ottobre 2011, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

Joseph Beuys, Kassel, Documenta 7, 1982
Joseph Beuys, Kassel, Documenta 7, 1982
Dick Higgings, artista americano afferma: “Fluxus esisteva prima di avere il suo nome e continua ad esistere oggi come forma, principio, modo di lavorare. […] Fluxus non è un movimento, un momento nella storia, una organizzazione. Fluxus è un’idea, un modo di vivere, un gruppo di persone non fisso che fa fluxlavori”. Nonostante Maciunas avesse scritto un Manifesto ufficiale del Gruppo, i maggiori esponenti agiscono in modo autonomo considerando il fluxus un modo di vivere piuttosto che un gruppo artistico determinato e restrittivo a cui appartenere.Wolf Vostell, George Brecht e Joseph Beuys (tedeschi), Yoko Ono (giapponese), Dick Higgins (americano), Giuseppe Chiari (italiano), Nam June Paik (coreano) sono alcuni degli esponenti più conosciuti anche se bisogna considerare il fatto che, per la natura eclettica della poetica del gruppo, molti artisti hanno presentato performance e happening che ben si potrebbero inserire in questa corrente pur partecipando ad altri movimenti che li hanno maggiormente caratterizzanti.Vostell si esprime fra assemblaggi di dipinti, frammenti di giornali, foto incollate e cancellate da sovrapposizioni pittoriche, inserimenti di televisori o macchine fotografiche, installazioni con oggetti inglobati nel cemento e modificazioni elettroniche di video rimandando spesso a questioni politiche e sociali.George Brecht, oltre ad essere un artista, compositore e scrittore, è stato anche un ricercatore chimico e questo suo ruolo lo ha fortemente influenzato nella ricerca del caso, della probabilità e delle reazioni derivate dalla combinazione di più elementi anche nel suo percorso artistico. Nella sua opera "3 stoppage étalon" utilizza come strumento espressivo la forza di gravità ed è lui a coniare il termine “Event” per indicare una tecnica performativa, utilizzata da tutto il gruppo, che consisteva nel rendere azione artistica una qualsiasi situazione quotidiana. Il paradosso di definire arte il tutto è alla base del flusso casuale e indeterminato di ogni evento che da vita diventa arte.Nel 1962 Joseph Beuys organizza il Festum Fluxorum Fluxus, durante il quale si riunivano gli artisti più svariati proponendo happening e performance di ogni genere.Yoko Ono, giapponese di nascita, naturalizzata statunitense, è un'altra protagonista del fluxus di inizi anni '60: un esempio delle sue performance è Cut Piece, durante la quale stava seduta su un palco ed invitava il pubblico a tagliare con delle forbici i vestiti che aveva addosso fino a restare nuda. Il matrimonio con John Lennon le permise anche diverse sperimentazioni musicali creando insieme a lui, un album di musica elettronica molto particolare lavorando anche sulle urla primitive.Dick Higgins fonda la casa editrice Something Else Press che ha pubblicato opere sperimentali tra le quali anche un saggio dello stesso Higgins dove compare il termine “Intermedia” per indicare l'incrocio di arte e nuovi mezzi mediatici come il computer, per coinvolgere mezzi espressivi non considerati in precedenza, in aderente sintonia con la poetica Fluxus.Anche in Italia il Fluxus ebbe una risonanza notevole: l'artista più conosciuto è Giuseppe Chiari che presenta la sua musica privata della melodia e del ritmo e sconfina nelle discipline artistiche più diverse, dalla musica, al teatro alla pittura fino alla poesia.Nam June Paik, coreano di origine ma americano di adozione, propone opere in cui la musica elettronica si confonde con l'immagine elettronica rielaborando filmati di caoticità quotidiana ripresi con la telecamera.Il gioco tra la provocazione, il non senso, il paradosso tra ciò che è vita e ciò che è arte, l'impossibilità di definizione di un modo di concepire l'arte come tutto, è ciò che accomuna gli artisti fluxus che continuano ancora oggi a proporre la loro visione, pur non essendo più classificati con questa etichetta.img

Michela Danzi e Sandro Orlandi