Poesia visiva


Arte contemporanea: movimenti artistici e riflessioni

Sandro Orlandi

"Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c'è un momento, un punto, in cui anch'egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia".(Réne Magritte)

"Il pleut", Guillame Apollinaire
"Il pleut", Guillame Apollinaire

La Poesia visiva trova le sue origini nelle sperimentazioni letterarie e artistiche delle neoavanguardie. A partire dal movimento Dada e dal Surrealismo, la scrittura viene utilizzata come mezzo efficace per evocare un significato, e come metafora di un atteggiamento verso il fare artistico. Ne risulta che significato e significante si fondono l'uno nell'altro: segno iconico e scrittorio raggiungono così la stessa finalità tecnica. Un tipico esempio di ricerca verbo-visuale si trova già nel calligramma "Il pleut"(1918) di G. Apollinaire, dove un rovescio di parole diventa scrittura e immagine, traendo spunto dalla tradizione poetica antica vicina a Callimaco.La poesia visuale nasce quasi contemporaneamente in due città italiane: Genova e Napoli. A Genova, grazie alle sperimentazioni di Luigi Tola e del suo "Gruppo Studio" (Zivieri, Miles e altri) vengono realizzate le "poesie murali" e trova sviluppo la ricerca "verbovisuale" di Martino Oberto. Questi riunisce attorno alla sua rivista "Ana eccetera" Ugo Carrega, Lino Matti e Corrado D'Ottavi. A Napoli, invece, è attorno alla rivista "Documento Sud" di Luca (Luigi Castelano) che trovano spazio le esperienze di Stelio Maria Martini, Luciano Caruso e Mario Diacono. Ad opera di Tola si realizza il circolo culturale "Il Portico": primo gruppo di ricerca e discussione d'arte composto da studenti di liceo, universitari, operai. E' qui che nascono i primi esempi di poesie visive e murali destinate alle fabbriche, alle scuole e alle università. Nel 1958 il "Gruppo Studio", continuazione del gruppo precedente, riunisce i membri storici de "Il Portico" e molti nuovi adepti ( Rodolfo Vitone, Danilo Giorgi, Bruno Lo Monaco, Germano Celant, Olga Casa, Claudio Tempo, Lella Carretta, Daniela Zampini). Il Gruppo fonda due riviste: "Marcatre" e " Trerosso", allo scopo di rendere visibili tutte le attività estetiche che lavorano sul rapporto tra arte e comunicazione. I diversi gruppi d'avanguardia attivi nel territorio italiano vennero a conoscenza l'uno dell'altro proprio grazie alle riviste che circolavano in modo semiclandestino, legato al passaparola degli ambienti artistici d'avanguardia. Questi gruppi si collocano ai margini tra discipline e linguaggi differenti, evitando i canali della propaganda artistica contemporanea. I loro spazi e formati espositivi ideali si collocano tra il campo artistico e quello editoriale.


Sandro Orlandi