Arte e Televendite II: professionisti o imbonitori?


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

"Il segreto degli affari è sapere qualcosa che nessun altro sa". -Aristotelis Sokratis Onassis-

Rubrica per Art Weekly Report; 14 Novembre 2011, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgA cinquanta anni dalla sua comparsa in Italia, la televisione è entrata nella vita degli italiani. L’arte fa il suo ingresso nel palinsesto televisivo nel 1954. I primi programmi dedicati all'argomento in questione si ispirano al cinema neorealista. Con il tempo iniziarono a definirsi due tipologie: il primo genere presentava l'arte come una sorta di catalogo audiovisivo, accompagnato dalla rassicurante voce fuori campo, di stampo documentaristico/educativo, e da melodia di sottofondo. In un secondo momento venne adottato il genere di presentazione del telegiornale. Vennero poi introdotti altri elementi quali: uno studio apposito per la trasmissione, conduttori vari, lancio di servizi e interviste per l'approfondimento. A partire dagli anni Settanta prende avvio un'ulteriore modello di trasmissione che, sulla base del genere documentaristico, utilizzava le telecamere come testimonianza diretta e immediata. Negli ultimi anni, dopo diverse sperimentazioni televisive sempre più incentrate all'intrattenimento del pubblico, vi sono alcuni artisti che puntano alla realizzazione di video. In effetti gran parte dei lavori contemporanei di oggi sembrano destinati ad una fruizione che passa attraverso l'occhio televisivo. Si crea così la possibilità di una televisione mossa direttamente dall’arte e dagli artisti. A differenza di quello che si dice, oggi l'arte in tv non manca, ma troppo spesso è strettamente confinata alla "tappezzeria" di salotti e salottini televisivi traboccanti di pseudo-vip. Conta quasi esclusivamente, non tanto ciò che vediamo, quanto la seduzione che può essere attivata nello spettatore tramite le immagini. Dell' imprinting "educativo" originario, qualcosa è fortunatamente rimasto: esistono ancora programmi che puntano sulla qualità dell'offerta artistica. Si tratta di trasmissioni supportate da persone in grado di riconoscere l'arte dalle "cantonate", desiderose di promuovere programmi che, oltre al solo, se pur indispensabile, vile guadagno, possano contare ancora su una comunicazione sincera con lo spettatore. Si presentano e si vendono regolarmente opere di artisti riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Questo tipo di televendita fa presa grazie al senso di affidabilità che emana; l'eventuale spettatore/acquirente viene confermato nella sua richiesta di certezza e veridicità. Purtroppo, a causa degli alti costi televisivi e dei "grandi nomi" di alcune opere proposte, non sempre i prezzi sono da considerarsi vantaggiosi...inoltre, chi desiderasse addentrarsi maggiormente nei meandri del Contemporaneo, non può essere accompagnato in questo senso, perché non sono trasmissioni che si occupano di ricerca, ma solo di esporre gli argomenti più idonei alla vendita. Se desideriamo proprio essere accompagnati per mano nell'esplorazione dell'Arte contemporanea, dobbiamo rivolgere necessariamente la nostra attenzione ad un altro tipo di servizio televisivo. Si tratta di trasmissioni di alto livello, dove le opere d'arte proposte sono frutto di una reale e appassionata ricerca realizzata da professionisti del campo. Gli artisti presentati sono giovani esordienti, ma di grande talento, e trovano spazio di pari passo a quelli appartenenti a generazioni più datate, ma erroneamente sottovalutati negli anni passati. Lo spettatore può, in questo modo, veder appagato il desiderio di esporre in casa un'opera prestigiosa e ancor più valida nel futuro prossimo. L'unico consiglio che possiamo darvi è affidarvi sempre a trasmissioni "trasparenti", leali con gli spettatori e con l'arte; ricordando che, in fondo, presentazioni traboccanti di improbabili aggettivi sono perlopiù superflue e frutto della vanità umana...l'Arte non ne ha realmente bisogno.img

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