Pina Bausch: IS IT ART?


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

"Ascoltate la musica con l'anima. Non sentite un essere interiore che si sveglia dentro?". -Isadora Duncan- (danzatrice statunitense,1878-1927)

Rubrica per Art Weekly Report; 28 Novembre 2011, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgC'è chi sostiene, come Curt Sachs, che la danza sia la madre di tutte le arti..ciò che di certo possiamo constatare è che entrambe, arte e danza appartengono alla vita e ne esprimono l'essenza con linguaggi differenti e autonomi. Esistono però situazioni temporali e soggetti lungimiranti che favoriscono e realizzano una simbiosi profonda, dove queste manifestazioni dell'essere vivono una in funzione dell'altra e viceversa, in uno scambio reciproco. Grandi uomini e grandi donne capaci di restituire l'unità, partendo dai gesti. Un chiaro esempio proviene dal lavoro di una vita realizzato da un'esile ma incisiva coreografa tedesca: Pina Bausch. Philippine Bausch nasce a Solingen (Germania) nel 1940. Dal 1973 ha diretto il Tanztheater Wuppertal, progetto di teatro-danza che include elementi recitativi, come l'uso del gesto teatrale e della parola. La Bausch ha saputo proporre una via originale all'espressione scenica del corpo danzante e parlante, giungendo ad influenzare anche le arti contigue alla danza, prima tra tutte, l'Arte contemporanea. Questo è dovuto al fatto che le arti visive si affidano sempre più all'impatto che scaturisce dalla Performance. Le opere non sono più degli oggetti ma diventano il corpo dell'artista e la sua relazione con il pubblico; dove il luogo, la danza, la musica e la parola sono gli strumenti utilizzati. Altre volte, invece, il gesto artistico si compie in preda ad un raptus, che trapassa il corpo per scaricarsi sulla tela, ovunque essa o chi per essa si trovi, come in "Vuoto d'Azione", 2010 di Gianni Asdrubali; dove l'artista dipinge a suon di musica su pareti intere, come se stesse danzando. La danza moderna, a sua volta recupera una gestualità ordinaria, che si sofferma sull’agire e gestire utilitario, per poi andare oltre, come avviene nell’arte, fino al punto che i protagonisti delle coreografie della Bausch sono costretti a interpretare se stessi mettendo in evidenza i propri sentimenti. Si crea così un nuovo repertorio di gesti immediatamente riconoscibili ma non convenzionali. Nel 1985 il regista Wim Wenders assiste a Café Müller, spettacolo più celebre di Pina, e ne rimane immediatamente ammaliato. Da allora nasce una lunga amicizia e matura l'idea di girare un film sulla rivoluzionaria attività artistica della Bausch. Tramite la tecnologia in 3D, il progetto possedeva ora i mezzi tecnici adeguati per la realizzazione. Nel 2009 iniziarono le riprese, interrotte quasi subito a causa dell’improvvisa morte di Pina. Spronato dai danzatori del Wuppertaler Tanz-Theater, Wenders terminerà le riprese del film, divenuto omaggio alla memoria della coreografa. Un viaggio sensuale e di grande impatto emotivo, dove il gesto e la movenza artistica diventano i veri protagionisti della scena. Arte e Danza in un unico respiro.img

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