ARTE NUCLEARE


Arte contemporanea: movimenti artistici e riflessioni

Katia Caloi e Sandro Orlandi

"L'universo è buio: noi speriamo, invece, che l'infinito sia azzurro, sia questo cielo di luce pulita senza nuvole, senza confini".-Gianni Dova-

Rubrica per Art Weekly Report; Gennaio 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

G.Dova
G.Dova

L'arte nucleare è un concetto che nasce nel secondo dopoguerra, dalla pubblicazione nel 1951 del Manifesto tecnico della Pittura Nucleare, ad opera di Enrico Baj e Sergio Dangelo. Si aggiungono poi Gianni Dova, Gianni Bertini e Mario Colucci. Nelle loro opere la materia diviene energia e movimento. Non è previsto il momento contemplativo, solo una posizione attiva e dinamica.E' il periodo storico in cui avanzano le teorie atomiche ed einsteiniane, i progressi scientifici nel campo della fisica e dello studio della materia e dell'energia. Inizia a consolidarsi l'idea che possano esistere universi subatomici, particelle piccolissime, radiazioni e onde magnetiche. Omologamente, gli artisti realizzavano soggetti non visibili, entità indefinibili, muovendosi tra reale e surreale. Pertanto il movimento nucleare si poneva in antitesi all'arte astratta e concreta, promuovendo l'atomo al centro della sua poetica artistica.L'ipotesi di un qualcosa che trascendesse la realtà a cui siamo abituati si era già insinuata nel movimento Dada e nel Surrealismo, mettendo in discussione forma, colore, materia e stile.Ora lo spazio cosmico viene "compreso" e riproposto pregno di energia, colori incandescenti, inusuali, una vera e propria esplosione nucleare della materia. Le tecniche utilizzate includevano: action painting, tachismo, frottage e collage. E' la vertiginosa e inebriante scoperta di un mondo invisibile, di logiche lontanissime da quelle terrestri, di universi alieni e paralleli, rappresentati per la prima volta.I pittori nucleari finiranno poi per esprimere le proprie nevrosi e frustrazioni dovute all'incapacità di rappresentare ciò che non si può rappresentare, giungendo a posizioni critiche nei confronti di un mondo inconoscibile, in bilico su un imminente disastro nucleare. Il Movimento nucleare italiano poté vantare l'interesse da parte di artisti internazionali come Arman, Yves Klein, Antonio Saura, e Asger Jorn e si diffuse grazie alla rivista "Il gesto", pubblicata tra il 1955 e il 1959.Gli ultimi anni di attività del Movimento Nucleare, dal 1955 al 1957, registrano un forte rallentamento delle iniziative ed un'ampia dispersione dei suoi aderenti.

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Katia Caloi e Sandro Orlandi