Fronte Nuovo


Arte contemporanea: movimenti artistici e riflessioni

Katia Caloi e Sandro Orlandi

"L'arte non è il volto convenzionale della storia , ma la storia stessa che degli uomini non può fare a meno".-Manifesto del Fronte Nuovo delle Arti (1946)-

Rubrica per Art Weekly Report; Gennaio 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

R. Birolli
R. Birolli

In Italia la caduta del Fascismo e la fine della guerra portarono a termine quella chiusura autarchica che aveva sacrificato anche il mondo dell'arte, piegato precedentemente al monumentalismo imperante del Regime. A partire dal 1945 i pittori italiani poterono finalmente ripristinare i rapporti di confronto con i colleghi europei e aspirare all'apertura dell'arte italiana alle esperienze d'avanguardia d'oltralpe. Dopo una serie di incontri tenuti a Venezia tra Renato Birolli, Emilio Vedova, Armando Pizzinato, Ennio Morlotti, Alberto Viani, Giuseppe Santomaso e alcuni critici, tra cui Giuseppe Marchiori, prende vita, nell'ottobre del 1946 , il Fronte Nuovo delle Arti. La nuova realtà artistica italiana era attiva anche a Milano (rappresentata da Birolli, Morlotti e coordinata dal critico d'arte Stefano Cairola) e a Roma, organizzata intorno alla figura di Guttuso. Quest'ultimo propose l'ammissione di altri artisti, romani e milanesi, raccomandando sempre di evitare “impegni estetici” al fine di favorire l'unione sotto una coscienza storica, di età e generazionale. Nel '47 Marchiori presentava il gruppo alla Galleria milanese della Spiga, composto da Birolli, Guttuso , Morlotti, Pizzinato, Vedova e Bruno Cassinari. Entreranno nel gruppo anche Turcato, Corpora e gli scultori Franchina e Fazzini. Si determinò in tal modo un'unione dei più rappresentativi artisti italiani delle generazioni successive al Novecento, concordi nella volontà di opporsi al clima di smarrimento spirituale del tempo. La loro produzione viene inizialmente sollecitata dalla lezione di Cézanne , passare poi attraverso il Fauvismo e il Cubismo ma in modo più “disciplinato”, evitando così di scivolare in disordini di forma che facessero allontanare la ricerca artistica dall'uomo e dalla realtà. Traspare un aggressivo desiderio di rinnovo globale, di pari passo con un serio impegno sociale e politico. Nonostante all'interno del gruppo coabitassero diverse anime e poetiche artistiche, venne sempre favorito un confronto aperto e le scelte venivano determinate dalle stesse opposte linee di tendenza. Nel 1948 il Fronte Nuovo partecipa alla Biennale di Venezia, la prima del dopoguerra; mentre alla successiva Biennale del 1950 il gruppo si presenta scisso in due anime che andranno a costituire, da lì a poco, il Gruppo degli Otto (dichiaratosi indipendente da ogni condizionamento ideologico) e il Movimento Realista (che aderì, invece, all'estetica del PCI). In seguito il gruppo si divise per poi sciogliersi definitivamente.

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Katia Caloi e Sandro Orlandi