Collezione Maramotti: quando le stoffe abbracciano le tele..


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

“O si è opera d'arte o la si indossa”. -Oscar Wilde-

Rubrica per Art Weekly Report; 16 Gennaio 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgMolto spesso la moda prende in prestito l'arte per ispirarsi e viceversa, in effetti il processo creativo è lo stesso, nasce nella mente e nell'anima, passa attraverso il corpo e trova espressione esternamente, su un supporto che è a sua volta manifestazione della ricerca del “nuovo”. Non è raro perciò trovare stilisti e fondatori di case di Moda che si interessano all'Arte e al collezionismo, ma certo è più arduo condividerne le scelte e i criteri di raccolta, dettati spesso dal gusto personale che talvolta non è il miglior consigliere per investimenti a lunga durata in questo campo. Addentrarsi nel mondo dell'arte contemporanea non è certo impresa da tutti, soprattutto quando si ricercano giovani artisti e potenziali capolavori che nel tempo verranno, forse, riconosciuti tali. L'eccezione, si sa, è la parola d'ordine per una mente creativa, ed è la stessa caratteristica che ha accompagnato le scelte lavorative ed artistiche di Achille Maramotti, fondatore della casa di moda italiana Max Mara, nata ufficialmente nel 1947. Maramotti, scomparso nel 2005, fu uno dei primi, negli anni un cui esisteva solo una realtà artigianale, ad introdurre il processo industriale nella produzione degli abiti, anticipando di decenni l'odierna idea di pret a porter. La personalità vulcanica (per la cronaca: collezionista d'arte, appassionato sciatore e cacciatore, Cavaliere del Lavoro nominato da Sandro Pertini) e le intuizioni lungimiranti di Achille (“Mara”, diminutivo del cognome e “Max”, superlativo che aprì le porte al mercato internazionale) lo portarono ad abbracciare l'Arte contemporanea, amore fecondo che si esplicò in una grande Collezione, visitabile nella ex fabbrica di famiglia, situata a Reggio Emilia in via Fratelli Cervi 66. La raccolta include diverse centinaia di opere (dipinti, sculture, installazioni) realizzate dal 1945 a oggi, che rappresentano le principali tendenze artistiche italiane e internazionali affermatesi nel secondo Novecento. La Collezione permanente inizia con opere europee degli ultimi anni Quaranta e primi anni Cinquanta, attraversa la Pop romana e l'Arte Povera e prosegue con la Transavanguardia ed il neo-espressionismo tedesco ed americano. Di seguito si trovano opere della New Geometry americana e le più recenti ricerche artistiche inglesi e americane. Alle opere del XXI secolo sono invece dedicate mostre tematiche temporanee. La collezione assume, pertanto, la fisionomia di un “work in progress”, con la volontà e il desiderio di accogliere di pari passo l'evoluzione dell'arte nei suoi diversi percorsi e sperimentazioni, attraverso, ad esempio, all'istituzione e all'acquisizione delle opere del premio Max Mara rivolto ad artiste emergenti che operano in Gran Bretagna. La raccolta rispecchia l'interesse di Maramotti per i punti di rottura con il passato, motivo per cui le opere scelte appartengono tutte al periodo iniziale della produzione di ogni artista, per sottolinearne la portata innovativa. E' evidente lo sguardo di Achille alla grande America, emblema della modernità. I nomi di fama nazionale e internazionale non mancano, per citarne alcuni: Kounellis, Pistoletto, Merz, Chia, Paladino, Basquiat, Manzoni, Fontana, Fautrier, Bacon, Parmiggiani, Richter, Baselitz, Salle, Burton...e tanti altri, una vero “dono” per i visitatori, per i quali l'ingresso è libero e la guida è gratuita! Con i tempi che corrono, trovare qualcuno disposto a donare gratuitamente i propri sforzi alla collettività è certamente qualcosa di miracoloso e inatteso. Un bello e buono esempio da emulare. La visita è decisamente consigliata. img

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