Berna Kunstmuseum: Guten Appetit!


CAFFèLARTE

Katia Caloi

“L'uomo è ciò che mangia”. -Ludwig Feuerbach- (filosofo tedesco)

Rubrica per Art Weekly Report; 30 Gennaio 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgLa città che ha dato i natali a Paul Klee, omaggia l'arte con un interessante museo di respiro internazionale, il Kunstmuseum. In seguito alle idee rivoluzionarie, proliferanti verso la fine del 18° secolo, nel 1809 venne fondata la Collezione d'Arte Nazionale di Berna e, nel 1879 venne aperto quello che è riconosciuto come il più antico museo d'arte della Svizzera. Al suo interno si conservano opere che coprono otto secoli, anche se la nostra visita verterà principalmente sul periodo moderno-contemporaneo. Fino ai primi di febbraio sarà possibile visitare 4 mostre simultanee, che rendono il senso del tempo, trascorso all'interno del museo, particolarmente relativo.
Al piano terra troviamo “Passione e Pittura. Arte Russa dal 1970”, mostra che offre un affascinante percorso tra le opere appartenenti alla collezione di arte russa contemporanea di Arina Kowner, dal 1970 al 2008. Gran parte delle opere esposte riguardano artisti russi non-conformisti, come Erik Bulatov e Vladimir Nemukhin, che avevano rifiutato di adottare la forma sociale realista propagata dal partito, lavorando clandestinamente fino alla caduta del muro di Berlino del 1989.
Altro tono proviene dal piano superiore del museo, dove il “Mistero del Corpo” viene analizzato da Berlinde De Bruyckere in dialogo con il pittore del Rinascimento tedesco Lucas Cranach e il regista italiano Pier Paolo Pasolini. E' la più grande mostra monografica mai mostrata in Europa dell'artista belga. Le sue sculture e i suoi disegni seguono la scia esistenzialista di Schiele, evocano i corpi tumefatti di Francis Bacon, ricordando la catarsi della Body Art. E' la toccante sofferenza del corpo, umano e animale ad ammutolire lo spettatore. I corpi esangui realizzati dalla De Bruyckere si espongono nella loro vulnerabilità esistenziale senza nascondere cicatrici e suture.
Al piano terra, a lato della biglietteria, si offre, in tutta la sua palpabile “joie de vivre”, la collezione privata di Eduard Gerber che vanta oltre un centinaio di opere dell'artista e amico bernese Cuno Amiet. La raccolta abbraccia un periodo di tempo molto ampio, motivo per cui si conservano dipinti a olio, acquerelli, disegni e stampe dell'intera carriera artistica di Amiet, dall'inizio della sua attività fino all'ultima fase creativa che precede la sua morte.
“Rectangle and Square, da Picasso a Judd” è la mostra appena conclusasi, allestita nel piano inferiore del museo. Un sotterraneo di meraviglie provenienti dalle acquisizioni della Fondazione Hermann e Margrit Rupf. La carrellata delle opere è incalzante, e annovera nomi come: Hans Harp, Beuys, Braque, Castellani, Derain, Fontana, Judd, Kosuth, Manzoni, Masson, Oppenheim, Picasso, Reinhardt e molti altri. Lavori moderni e opere contemporanee, appositamente selezionati, vengono affiancati e mostrati in punti specifici della mostra. Ad esempio “Acquerello, 1916” di Kandinsky dialoga giocosamente con una fotografia di Hermann Rupf sui pattini (1945 ca.). Movimento e ritmo permeano entrambe le immagini, mentre ciascuna delle due, a suo modo, segnala il cambiamento: astrazione e avanguardia si confrontano con i motivi della figura e della natura.In continua crescita, le acquisizione del Kunstmuseum Bern offrono succulente e appaganti opere adatte a soddisfare qualsiasi palato artistico.img

Katia Caloi