Bologna Arte Fiera 2012


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

"“Fin che la barca va, lasciala andare!”

Rubrica per Art Weekly Report; 6 Febbraio 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

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Arte Fiera Art First, nata nel 1974 a Bologna è, cronologicamente, la terza fiera d'arte contemporanea a livello europeo dopo Colonia e Basilea. Ogni anno il capoluogo emiliano, crocevia internazionale delle tendenze artistiche emergenti, viene confermato appuntamento irrinunciabile da artisti, curatori, collezionisti, appassionati e curiosi.
In questa nuova edizione, dal 27 al 30 gennaio, Art First presenta 150 gallerie, 50 in meno rispetto allo scorso anno, disposte su un unico livello e suddivise in tre padiglioni: i primi due presentano un confronto tra giovani artisti e i protagonisti degli anni Sessanta e Settanta; mentre il terzo padiglione ospita con orgoglio autorevole i grandi protagonisti del '900 (De Chirico, Morandi, Balla, Vedova, Rotella, Boetti..).
In un clima cauto e austero si inserisce la delicata installazione “Armada” di Jacob Hashimoto: 700 piccole barche a vela sospese una a fianco all'altra su un mare che possiamo solo ipotizzare, grazie al movimento ondulatorio provocato da una semplice meccanica.Sospensione, moto incerto ma costante.. Il nulla è una delle fobie più ancestrali e disorientanti per l'uomo eppure, la porta automatica installata dai giovani Nadia Antonello e Paolo Ghezzi, con l'ausilio del programmatore Andrea Calafiore, introduce proprio a questo, ma con una punta di audace ironia: la “porta sul nulla” si apre davanti al sorriso di chi desidera attraversarla.
La nuova sistemazione nei padiglioni del quartiere fieristico ha restituito compattezza, ordine e indiscutibile qualità, caratteristiche apprezzate dai numerosi visitatori. Pareri contrastanti, tuttavia, provengono dalle gallerie presenti: alcune confermano la kermesse bolognese come un'ottima opportunità in termini di visibilità e vendita; mentre altri galleristi ammettono la difficoltà economica del presenziare in fiera, portando a casa poco, se non nulla, a parte le spese sostenute. Non faremo qui l'ormai scontato discorso sulla crisi, c'è, si sa, e l'arte ne è un riflesso ma, fortunatamente è pure il suggerimento concreto per andare oltre, alleviandoci da pedanti e ridondanti pessimismi. Il mercato d'arte sta affrontando una profonda trasformazione, ma ciò nonostante, in un anno particolarmente delicato per le Borse, il settore dell'arte moderna e contemporanea sembra abbia tutte le carte in regola per poter reagire. Ciò conferma la capacità dell’arte contemporanea di proporsi, oltre come settore attivo della cultura, come scialuppa di salvataggio per l’economia.
Qualità e rigore pagano.

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