PIANETA CINA a Malcesine


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

“Il dragone dorato raggiunge le quiete rive gardesane”


Rubrica per Art Weekly Report; 16 Aprile 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgIl 31 marzo 2012, presso il secentesco Palazzo dei Capitani e, in seguito nelle sale del castello scaligero di Malcesine, è stato inaugurato Pianeta Cina: un ciclo di mostre d'arte contemporanea cinese in un percorso inedito e ricco di riflessioni sulle ultime tendenze. Le distanze geografiche si annullano e si stemperano in un sincero abbraccio tra le storiche mura scaligere e le contemporanee ricerche artistiche provenienti dalla Terra della Grande Muraglia: un unicum nella storia dove le barriere erette a difesa dei popoli divengono motivo di incontro.
I tre artisti presentati al Castello di Malcesine sono Lan Zhenghui, Chen Danyang e Ke Huang.
Lan Zhenghui, artista storico della seconda generazione, opera da oltre vent'anni attraverso l'uso spontaneo del gesto. Senza dubbio i lavori di Zhenghui si inseriscono nella ricerca artistica dell'Informale, ma con un approccio nettamente diverso e indipendente. Non promuove un'arte “contro” ma una sospensione dal termine di giudizio, un' energica dilatazione spirituale, esternata con vitale libertà. L'ampiezza dei suoi supporti cartacei accolgono un' operare indipendente da schemi compositivi, temi e figurazioni, dove il nero si dispone in velate o dense pennellate, evocando una “facoltà” dell’anima, capace di intermediazione tra percezioni sensibili e percezioni legate al mondo spirituale.
Chen Danyang, originario di Xiangshan in Zhejiang nasce nel 1976. La sua abilità si palesa nell'ordinare la tela secondo uno schema ogni volta diverso: dopo aver steso la base organizza la superficie come se operasse su di un telaio. Le sottili bande verticali ed orizzontali emulano l'intreccio fra ordito e trama, ma anziché ricorrere al pettine per compattarne la struttura, l'artista passa direttamente alla "fase di finissaggio": il colore viene depositato in piccolissime quantità sui punti cardinali di ogni singolo intreccio. Chen Dan Yang ottiene partiture purificate da una geometria nitida, sigillate dal colore. Attraverso i suoi lavori prendono vita infiniti "tessuti", dove i colori determinano la superficie visibile, analogamente all'intima collaborazione che sussiste tra la trama e l'ordito.
L'indagine a partire dall'osservazione del macrocosmo all'esplorazione del microcosmo viene invece realizzata da Ke Huang. Nato nel dicembre del 1989, inizia la sua creazione artistica nel 2003. Le sue opere raccolgono i grandi successi della cultura tradizionale orientale e lo spirito di innovazione occidentale. In questa predisposizione si inserisce una raffinata rima d'inchiostro, estremamente mutevole ma costante nella sua vibrante delicatezza. Il supporto scelto da Ke Huang è la carta di riso, preparata con base neutra, al fine di accogliere le infinite possibilità di aggregazione/ disgregazione che la pittura d' inchiostro ad acqua può creare. In questo caso le diverse combinazioni rimandano ad un evidente biomorfismo, dove ogni elemento trova parallelamente nel mondo della biologia un omologo. Ogni elemento “organico” posto sulla tela dialoga con una profonda realtà racchiusa nell'infinitesimamente piccolo.
I lavori dei tre artisti, presentati per la prima volta in Italia, uniscono tradizione e innovazione in un’appassionante ricerca artistica a più letture.
Imperdibile occasione per conoscere la raffinatezza di un popolo detentore di fertili impulsi per il mondo dell’arte. img

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