MiArt 2012


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

“[...]La città non riposava, comunque. Ubriachi di spirito controriformistico i milanesi sfidavano gli dei continuando ad andare al lavoro come fosse una qualsiasi giornata di primavera”. - Gianni Biondillo - (scrittore e architetto italiano)


Rubrica per Art Weekly Report; 23 Aprile 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgTorna a Milano l’appuntamento con MiArt: la fiera di arte moderna e contemporanea alla sua 17a edizione, aperta al pubblico venerdì 13 Aprile e conclusasi il 15 Aprile.
Per raccontare l'arte del XX e XXI secolo, MiArt 2012 si è avvalsa, quest'anno, di 92 gallerie, 501 artisti (dei quali 264 italiani e 237 stranieri), 18 editori del settore e sei librerie specializzate.
Lo spazio è condiviso senza alcuna distinzione tra epoche, tra opere storicizzate e artisti cutting edge, tra intenditori esigenti e pubblico alle prime esperienze. Gli ambienti sono vasti, gli stand ben distribuiti e ampi anche per le più giovani gallerie. In generale sembra di percorrere rinnovati boulevards milanesi, dove fanno bella mostra di sé i classici del dopo guerra che in questo momento non conoscono ribassi: Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alberto Burri; lavori volati a cifre record nelle ultime aste internazionali, assicurando la presenza e l'interesse di collezionisti italiani e stranieri (da Stati Uniti, Russia e Paesi europei).
Nonostante la crisi, sembra si siano realizzate numerose contrattazioni e vendite di opere: l'arte viene riconfermata anche a Milano come forma stabile di investimento, in un è periodo in cui i beni rifugio sono sempre più incostanti. La linea espositiva adottata non può di certo definirsi propositiva, pochi hanno l'audace spirito di presentare nuove proposte artistiche, si tenta di mantenere entrambi i piedi sulla terraferma del successo consolidato, attendendo tempi migliori per azzardare gli “inediti”. Tale scelta non è da biasimare anche se un velo malinconico si coglie qua e là, negli occhi di chi desidera saltare l'ostacolo del “vorrei ma non posso”, condizione condivisa da galleristi, artisti e potenziali acquirenti. In effetti il modo di “consumare arte” sta mutando di pari passo all'interesse dimostrato dai fruitori nei confronti delle ormai numerosissime fiere d'arte internazionali. I tempi suggeriscono un chiaro dictat nel segno del ridimensionamento, le energie devono necessariamente trovare canali meno capillari per mantenere la loro potenza espressiva. Dal giorno dell'apertura si aggirano numerosi galleristi, non partecipanti a questa edizione, che tentano di ricavare un quadro generale dal quale estrapolare utili suggerimenti per ripartire l'anno successivo. Si osservano i colleghi, le opere e si contano le presenze, ma tra i scrupolosi indagatori non mancano i collezionisti, gli appassionati, e molti giovani artisti. Tirando le somme risulta evidente l'attenzione delle gallerie italiane e milanesi nell'ottenere un'armonia di fondo degli stand, tramite l'esposizione di poche opere ma “indiscutibilmente esemplari”, anziché ostentare piccoli e numerosi pezzi da “antipasto” senza le successive portate.
Scultura, pittura e fotografia si propongono pertanto all'insegna dell'eleganza, del rigore e della raffinata progettualità espressiva, standard che permettono sempre di differenziare il “made in Italy” da altre situazioni.
MiArt 2012 sembra perciò rivolgersi ad un pubblico trasversale, aprendo i portoni della Storia dell'arte ai giovani e schiudendo gli occhi appesantiti dei conservatori alle ultime tendenze.img

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