Galleria Tretiakov: la matrioska dell'arte russa


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

”Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d'ombra e di luce” -Tolstoj-


Rubrica per Art Weekly Report; 30 Aprile 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgLa Galleria Tretyakov di Mosca ospita la più grande collezione al mondo d'Arte Russa dall'11° al 20° secolo. Un parallelo artistico del ricco universo letterario russo, dalla letteratura bizantina, alle suggestive atmosfere di Puskin, Tolstoj, Čechov e Dostoevskij.
Le origini della Collezione risalgono al 1856, quando il mercante moscovita Pavel Mikhailovich Tretyakov (1832-1898) iniziò ad acquistare opere d'arte da artisti locali dell'epoca, donate nel 1892 alla Nazione.
La Galleria fu costruita fra il 1902 e il 1904 a Sud del Cremlino. Durante il XX secolo inglobò diversi edifici circostanti, tra cui la chiesa del XVII secolo di San Nicola in Tolmachi. Nel 1985 la Galleria Tretyakov inaugurò una sezione di arte contemporanea, ospitata in un grande edificio lungo l'anello B, a Sud del Ponte Crimeo, nel quale trova spazio una collezione di sculture del "Realismo Socialista", inclusa la celebre statua di Yevgeny Vuchetich raffigurante Feliks Dzeržinskij (che fu rimossa dalla piazza della Lubyanka nel 1991, a seguito della caduta del Comunismo).
La mostra è aperta dalle opere di Mikhail Larionov, Natalia Goncharova, l'artista dell'associazione "Bubnovy Valet", la cui creatività segna l'inizio dell'avanguardia in Russia. Si prosegue con i capolavori di artisti come V. Kandinnsky, M. Chagall, K. Malevich e con i lavori degli artisti del neoclassicismo. La sala con la ricostruzione della famosa mostra "OBMOHU" (Associatione di giovani artisti 1921) è dedicata al Costruttivismo del 1920 – 1930, al quale seguono le opere del Realismo socialista degli anni 1930 – 50.
La sezione delle esposizioni sperimentali, propone le direzioni dell'arte moderna Russia a partire dal 1950 sino ai tempi odierni, tramite oggetti e installazioni, fotografie, arte concettuale.
Ad oggi la Collezione ospita più di 160.000 opere, segno evidente dei mutamenti avvenuti nel campo dell'arte a partire dalla caduta del comunismo. Decenni di censura sovietica avevano costretto i pochi artisti “non-conformisti” del Paese a scegliere la clandestinità; molti di loro, come Ilya Kabakov, lasciarono il Paese non appena possibile. Eppure, nonostante tutti i divieti ufficiali, alcuni grandi maestri come K. Malevich, V. Tatlin, P. Filonov e i loro discepoli continuavano ad operare; una cerchia di collezionisti conservava e apprezzava le loro opere, con grande coraggio civile e indipendenza mentale.
Crollata l’Unione Sovietica, il mondo dell’arte russa ha dovuto ricominciare da capo.
È per questo stesso motivo che l'ambiente artistico russo è generalmente privo di movimenti, tendenze e reazioni politiche. È al contrario individualista. A parte Kabakov, Kulik e pochi altri, sono pochi gli artisti russi noti in Occidente al di fuori della ristretta cerchia di esperti e specialisti.
La situazione, tuttavia, sembra migliorare. La mancanza di spazi espositivi si sta gradualmente colmando grazie a imprese private e al recupero di vecchie aree industriali.
Dopotutto l'Arte rende testimonianza al senso di libertà, che pervade l’uomo sotto qualsiasi regime e in qualsiasi epoca..e come sosteneva Dostoevskij: “L'umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui.”img

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