FRANCIS BACON: sublime negativo


Arte Contemporanea: personalità artistiche e riflessioni

Katia Caloi e Sandro Orlandi

“Ho sempre sognato di dipingere il sorriso, ma non ci sono mai riuscito”.- F. Bacon -


Rubrica per Art Weekly Report; Maggio 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

F. Bacon, Figure in movimento
F. Bacon, Figure in movimento

L'opera di Francis Bacon è la più accanita e dolente rappresentazione del corpo maschile che sia stata realizzata nella seconda metà del XX secolo.
Una signorile dimora dotata di quasi una ventina di stanze; orari precisi per regolare ogni attività quotidiana, poco meno di un'ora al giorno da trascorrere con i genitori.
L'infanzia di Francis non fu particolarmente serena. Secondogenito di cinque figli, rimase con le sorelle più giovani, dopo la prematura scomparsa dei due fratelli. Erano gli anni della Grande Guerra, esperienza che lo condurrà ad una precoce consapevolezza della caducità dell’esistenza.
Francis Bacon nasce a Dublino il 28 ottobre 1909, da Anthony Edward Mortimer Bacon (detto Eddie) e Christina Winifred Loxley Firth (detta Winnie).
Il padre era uomo autoritario, capitano della fanteria leggera dell'esercito britannico in pensione, e veterano della seconda guerra boera (1899-1902). Sposò l'abbiente diciannovenne Winnie (di 14 anni più giovane) e, con la dote ricevuta dal matrimonio, intraprese l'attività di allenatore di cavalli da corsa. Francis non godeva di buona salute: una forma di asma cronica, ereditata dal nonno paterno, lo costringeva ad assumere morfina, ricevere lezioni scolastiche private, e a stare alla larga da cani e cavalli, cosa che lo sminuiva agli occhi del padre.
A quindi anni, Francis fu mandato in collegio, per tradizione di famiglia. Non fu semplice relazionarsi con i compagni, poiché egli era già consapevole della propria omosessualità. Allontanato dalla scuola per presunti rapporti ambigui con i compagni (l'omofilia rimase reato punibile fino al 1968), e sorpreso con la biancheria intima della madre, Francis venne cacciato dalla casa paterna e si trasferì nel 1926 a Londra. Qui entrò in confidenza con il circolo omosessuale che aveva una rilevante influenza sulle tendenze artistiche del periodo. Iniziò a lavorare come interior designer e la sua rete di relazioni raggiunse l'influente collezionista inglese Douglas Cooper e il direttore generale della Peter Jones, Eric Hall, suo amante e protettore.
A Parigi Bacon visita una mostra di Pablo Picasso che divenne, in seguito, fonte d'ispirazione per l'artista irlandese.
La prima produzione giovanile è stata quasi interamente distrutta. Esordisce con "Triptyc. Three studies for Figures at the base of the crucifixion”,1944. Non c'è pietà nelle sue crocifissioni, ma bestiali e ambigue presenze sessuate, deformate da bocche digrignanti, incapaci di starsene zitte, galvanizzate dalla sfavillante campitura arancione.
Negli anni '50, mentre in Europa esplode l'Action Painting, Bacon si accanisce sulla figura del volto. Come plastilina inerte, visi e corpi vengono maciullati, appaiono spasmodicamente tumefatti, bistrattati e mutilati, riflesso del male endemico che attanagliava l'interiorità dell'artista irlandese.
Una febbrile tavolozza cromatica quella di Bacon: verdini aciduli, lilla stridenti, rossi efferati, blu e neri angosciosi più di un incubo e inquietanti come ombre potenzialmente carnivore. Il corpo virile è il desiderio e la repulsione stessa, l'amore e l'odio in un tormento infinito, senza tregua.
Rendere visibile la deformità strutturale interiore, rovesciando all'esterno l'intimo groviglio esistenziale. La matassa organica dei pensieri viscerali, viene raccolta da Bacon e scaraventata sulle tele. Rimane integra solamente l'insondabilità del mistero racchiuso nell'essere umano.
La sua ricerca artistica rimane coerente, lucida, concentrata per cinquant'anni, fino alla sua scomparsa a Madrid il 28 aprile 1992.

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Katia Caloi e Sandro Orlandi