MAN RAY: oltre l'obiettivo


Arte Contemporanea: personalità artistiche e riflessioni

Katia Caloi e Sandro Orlandi

“Non si chiede mai a un pittore quali pennelli usa o a uno scrittore che macchina per scrivere usa. Quel che conta è l'idea non la macchina fotografica. ” - Man Ray -


Rubrica per Art Weekly Report; Luglio 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

Man Ray_ Kiki de Montparnasse
Man Ray_ Kiki de Montparnasse

La ricerca intorno alla figura femminile, la passione per gli scacchi, il rapporto fra realtà e finzione, la maschera e la personalità velata, la sperimentazione a tutto campo...nell'arco della sua vita Man Ray ha utilizzato come mediatori espressivi tutte le forme artistiche possibili: pittura, fotografia e cinema.
Partendo da oggetti comuni, dallo studio della luce e delle ombre, creava composizioni di forme e stati d'animo tali da produrre effetti di surreale estraniamento.
Un artista talentuoso, poliedrico, un demistificatore poetico, un uomo che ha combattuto e oltrepassato i vincoli formali delle arti visive, con la sua vita e la sua arte spesso provocatoria e coinvolgente.
Pur essendo un pittore, un fabbricante di oggetti e un autore di film d'avanguardia, come Retour à la raison (1923), Anémic cinéma con Marcel Duchamp (1925), Emak-bakia (1926), L'étoile de mer (1928), è conosciuto soprattutto come fotografo surrealista.
Emmanuel Rudnitzky nasce a Filadelfia il 27 agosto 1890, ma è a New York che cresce e completa gli studi e lavora come disegnatore e grafico. Ebreo americano, alla ricerca di un’identità, inizia a firmare i suoi lavori, a partire dal 1912, assumendo lo pseudonimo di Man Ray.
Il matrimonio nel 1913 con la poetessa belga Donna Lecoeur (conosciuta con lo pseudonimo di Adon Lacroix), avrà breve vita, terminando con la separazione sei anni dopo.
Nel 1915 il collezionista Walter Arensberg presenta Man Ray a Marcel Duchamp, con il quale nascerà una stimolante amicizia creativa; insieme tentano di innestare l'esperienza europea del Dada nel territorio americano, ma senza grandi successi: lo stesso Man Ray dichiarò che "il Dada non può vivere a New York". La decisione di spostarsi a Parigi diventa inevitabile e decisamente più stimolante a livello creativo. Nel 1919 dipinge le sue prime aerografie, immagini prodotte con un’aeropenna, uno strumento di ritocco di uso comune per un grafico disegnatore. Il successo parigino di Man Ray è dovuto alla sua abilità come fotografo, soprattutto di ritrattista. Nel 1922 produce i suoi primi fotogrammi, che chiama 'rayographs', immagini fotografiche realizzate poggiando oggetti direttamente sulla carta sensibile, ottenendo effetti altamente suggestivi.
Seduto ad un bar, conosce e si innamora della cantante francese Alice Prin, chiamata Kiki de Montparnasse, che in seguito diviene la sua modella e musa ispiratrice. La dipinge e ritrae in centinaia di foto celebri e "scandalose", per esempio “Violon d'Ingres”: Man Ray sovrappone il fotogramma del corpo nudo di Kiki ai segni ad effe del violoncello. Kiki si esibiva al Jockey, un locale notturno dove ballava il can-can e cantava canzoni di dubbio gusto. Man Ray era sempre presente, gelosissimo, e le liti erano all'ordine del giorno; furiose baruffe dove lui la colpiva a schiaffi davanti a tutti, e Kiki rispondeva sferrandogli calci, scagliandogli addosso piatti e bicchieri. Dopo una tormentata relazione di sei anni, Man Ray rivolge le sue attenzioni ad un'altra musa:Lee Miller, sua collaboratrice, fotografa, modella e amante. La proverbiale gelosia di Man Ray non si placa: Lee lo lascia e prende il largo dopo 4 anni di relazione.L'invasione nazista del 1940 costringe Man Ray a lasciare Parigi per trasferirsi prima a New York, poi a Hollywood dove incontra Juliet Browner, sua futura seconda moglie.In California Man Ray prende la distanza dalla fotografia pubblicitaria, si dedica a ricreare molte delle opere da lui credute perdute durante la guerra e riprende la sua antica passione per gli scacchi, disegnando diverse scacchiere.
Montparnasse rimase però l'unica vera “casa”di Man Ray; fu lì che morì il 18 novembre 1976.
Il suo epitaffio recita: “Non curante, ma non indifferente”.

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Katia Caloi e Sandro Orlandi