MARC CHAGALL: Dream On


Arte Contemporanea: personalità artistiche e riflessioni

Katia Caloi e Sandro Orlandi

“E’ buio. All’improvviso si spalanca il soffitto; un tuono, un lampo di luce ed ecco irrompere nella stanza un’impetuosa creatura alata..” - M. Chagall -


Rubrica per Art Weekly Report; Luglio 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

M. Chagall, Blue Circus
M. Chagall, Blue Circus

Così scrive Marc Chagall nelle sue memorie, narrando il sogno che irrompe nell’esperienza notturna, irradiando la creatività del proprio fare artistico.
Marc Chagall nasce il 7 luglio 1887 a Liosno, presso Vitebsk (oggi in Bielorussia).
Il suo vero nome è Moishe Segal; in russo Mark Zakharovic Sagalov, abbreviato in Sagal, che secondo la trascrizione francese sarebbe poi diventato Chagall.
Marc appartiene ad una famiglia di cultura e religione ebraica ed è il maggiore di nove fratelli. Il padre Khatskl (Zakhar) Chagall, commercia aringhe ed è sposato con Feige-Ite.
Le indubbie ristrettezze economiche non intaccano mai il clima sereno di casa Chagall, sempre animata da zii, fratelli e sorelle.
Allegro e sognatore, Marc trascorre la sua infanzia assimilando quello che da lì a poco diverrà il suo bagaglio artistico ed emotivo: le feste ebraiche e russe che inneggiavano alla collettività, la vita semplice e genuina del villaggio, la tradizione, le fiabe fantasiose, il circo, temi che andranno a nutrire una sintesi perfetta di magia e mistero, in un lirismo euforico ma delicato. Il suo mondo creativo è popolato da personaggi unici che s’innalzano in brevi voli acrobatici e spesso camminano a testa in giù.
March Chagall si dedica alla pittura contro il volere dei genitori. Studia nella scuola del suo paese per poi proseguire tra 1908 e 1910 all'Accademia di Pietroburgo. Qui hanno purtroppo inizio le prime discriminazioni nei riguardi degli Ebrei. Marc rimane nella città fino al 1910, anche se spesso torna nel paese natale dove, nel 1909, incontra la sua futura moglie, Bella Rosenfeld, che sposerà nel 1915. L'anno successivo nasce la loro unica figlia Ida.
L'amore incondizionato di questa coppia saldamente legata farà fronte agli anni più tumultuosi del prima metà del Novecento: le persecuzioni, la confisca delle opere di Chagall con l'avvento del Nazismo, i continui spostamenti in Europa ed infine in America per scongiurare lo spettro della deportazione. Gli orrori e le crudeltà degli scontri bellici vengono esorcizzati dalla tavolozza di Marc Chagall: l'intensità e il dolore traspaiono nei suoi lavori, ma non appanneranno mai quegli occhi così azzurri, vivi e penetranti che conquistarono la moglie Belle. Fu lei a utilizzare nelle proprie memorie queste parole, descrivendo il futuro marito, incontrato per caso all'atelier Bakst. Marc aveva una personalità seducente, vivace, la colpì per la gentilezza ed i toni mansueti e spontanei con cui le parlava, come se la conoscesse da sempre, mentre i suoi morbidi capelli ricci facevano capolino dal cappello. A March bastò uno sguardo per amarla profondamente i successivi 35 anni..Bella muore prematuramente il 2 settembre 1944 a causa di un'infezione virale, mentre cercavano rifugio in America. Lui abbandona i pennelli per mesi, risucchiato da una terribile depressione. La sua musa e compagna non c'era più. Di lei restano le opere che il marito pur nell'amara dolcezza del ricordo, non smise mai di dedicarle.
Bisognava fare come i personaggi delle sue tele: capovolgersi sottosopra per rivedere il mondo, imparare ad apprezzare, oltre l'incubo agghiacciante della morte e dell'abbandono, la vita in tutte le sue manifestazioni: a testa in giù è il cielo che sostiene la terra..e Marc Chagall lo sapeva bene.
Uscì dalla depressione quando conobbe Virginia Haggard, dalla quale ebbe un figlio, ma la relazione, dopo 7 anni, venne troncata dalla stessa Virginia che se ne andò con il fotografo Charles Leirens. Marc si risposerà nel 1952 con Valentina Brodskij, con la quale vivrà una serena vecchiaia, lavorando per trent’anni dedicandosi a grandi opere di carattere pubblico. Un uomo innamorato della vita e rispettoso di tutti i colori che essa può assumere. I suoi occhi si chiuderanno il 28 marzo 1985, all'età di 97 anni. “..L’ospite alato vola via attraverso la fenditura del soffitto, portando con sé il fulmine e l’azzurro. E di nuovo torna il buio. Mi sveglio”.

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Katia Caloi e Sandro Orlandi