M-Art angelico geometrico


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

“L’arte è stato d’animo angelico, geometrico. Essa si rivolge all’intelletto, non ai sensi”.- F. Melotti -


Rubrica per Art Weekly Report; 17 Settembre 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgCreare un'arte impersonale, universale e assoluta; questo è stato l'intento di Fausto Melotti (1901-1986) scultore e pittore, il cui percorso culturale ha toccato Firenze, Torino, Milano e naturalmente la sua città natale: Rovereto. Dal 23 giugno fino al 30 settembre 2012, il Mart celebra l'artista.
Il percorso espositivo, con un centinaio di lavori, tra cui sculture e ceramiche, evidenzia le caratteristiche peculiari che hanno reso noti i lavori di Melotti: astrazione e rigore geometrico, sintesi e solidità, senza gravare sulla leggerezza delle forme.
Focalizzandosi principalmente sulla produzione degli anni Trenta e Sessanta, l'esposizione ripercorre la carriera artistica di Melotti, dialogando con opere di altrettanti celebri artisti come Agostino Bonalumi, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Piero Manzoni, Marino Marini, Enrico Castellani, Alexander Calder, Joan Miró, Kenneth Armitage, Carlo Carrà e Louise Nevelson.
Fra i pionieri dell’astrattismo italiano, Fausto Melotti si trasferisce da Rovereto a Firenze, con una laurea in ingegneria e una grande passione per la musica; ed in seguito è a Torino e a Milano.
Nel capoluogo lombardo studia scultura a Brera con Adolfo Wildt, e conosce Lucio Fontana nel 1928.
Melotti applica i principi della pura geometria e l'ordine classico della Grecia alla scultura, di pari passo al criterio di funzionalità. Sviluppa così un linguaggio autonomo e rigoroso, ispirato dalla sua passione musicale e dal fermento delle avanguardie internazionali.
Il risultato di queste innovative ricerche si traduce nella prima mostra italiana di sculture astratte, tenuta dall’artista al Milione nel 1935, tiepidamente accolta da pubblico e critica.
Dalla fine degli anni Trenta Melotti abbandona quasi totalmente l’attività espositiva e si concentra sull’insegnamento, la collaborazione con gli architetti e la ceramica.
Questa lungo intermezzo nella sua carriera si interrompe all’inizio degli anni Sessanta, quando il clima artistico italiano muta completamente. L’affacciarsi sulla scena delle neo-avanguardie incoraggia Melotti a riprendere l’attività, conscio di aver anticipato con la sua scultura astratta, molte delle nuove ricerche.
Con una mostra a L’Aquila del 1963, l’artista viene riconosciuto come precursore delle ricerche astratte contemporanee. Tuttavia, proprio da questo momento di ripresa dell’attività espositiva, Melotti andrà invece sviluppando la sua matrice metafisica e surrealista.
Negli anni Sessanta l'artista sviluppa nelle sue sculture il senso di sospensione, di leggerezza angelica, accomunate in un’atmosfera trasognata di elementi geometrici e creature antropomorfe.
Il suo linguaggio si apre e si rinnova inglobando nuovi materiali. Le sue opere assumono una scala ed un rapporto con l’ambiente che le trasforma in installazioni o scenografie.
Quello di fausto Melotti è dunque un percorso denso e ricco di conquiste a lungo termine, che il museo della sua amata Rovereto offre con orgoglio a tutti i visitatori!img

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