RENE' MAGRITTE: un tranquillo sabotatore


Arte Contemporanea: personalità artistiche e riflessioni

Katia Caloi e Sandro Orlandi

“I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vi vogliono svegliare.”.- R. Magritte -


Rubrica per Art Weekly Report; Settembre 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

R. Magritte, "Voix du sang", 1961
R. Magritte, "Voix du sang", 1961

Tutto è chiarissimo nei suoi dipinti, tranne il senso...Il suo lavoro è un paradosso ossimorico.
Creare nell'osservatore una sorta di "cortocircuito" visivo, tramite accostamenti inconsueti e deformazioni irreali. Poesia dell'immagine che distruggere il codice di base e da cui dipende la società, attraverso il sapiente uso del linguaggio straniante.
Magritte esprime l'anima onirico-fogurativa del Surrealismo.
René François Ghislain Magritte nasce il 21 novembre 1898 a Lessines, provincia belga dell’Hainau.
Il padre Léopold è commerciante, e la madre Adeline è modista. René è il primogenito di tre fratelli, Raymond e Paul. La famiglia, per motivi lavorativi, si trasferisce più volte: nel 1910 è a Châtelet, luogo tragicamente legato al suicidio, a 42 anni, di Adeline, gettatatsi nel fiume Sambre, quando Renè aveva 14 anni. Per allontanare il dolore della tragedia, il padre con i figli si trasferiscono nuovamente a Charleroi. Dopo gli studi classici, René volge i suoi interessi alla pittura.
Nel 1916 si iscrive all'Accademia di belle arti di Bruxelles, città dove la famiglia vive a partire dal '18. A 24 anni René sposa Georgette Berger, conosciuta quando erano solo due ragazzini. Magritte lavora come grafico, occupandosi del design di carta da parati.
I suoi inizi di pittore si muovono nell'ambito delle avanguardie del Novecento, assimilando influenze cubo-futuristiche. Secondo quanto affermato da lui stesso, la svolta surrealista avviene con la scoperta dell'opera di Giorgio de Chirico, ammirato dal pittore belga per quell'innata capacità di “rappresentare un taglio netto con le abitudini mentali di artisti prigionieri del talento”.
Magritte si cimenta nell’impiego tipico delle accademie, accorgendosi però che quello che dipinge non è la realtà bensì una nuova realtà, più reale del reale.
Nel 1927 ottiene la sua prima mostra personale, presso la galleria Le Centaure di Bruxelles, nella quale espone sessantuno opere; successivamente si trasferisce con la moglie a Perreux-sur-Marne, nei pressi di Parigi nel 1928. E' in questo periodo che realizza La Trahison des images (Ceci n'est pas une pipe), simbolo dell'enigmatico modo di intendere l'arte: due dipinti di pipe di diverse dimensioni unite in una traccia di insieme misteriosa.
Dietro l’apparente tranquillità delle cose, Magritte individua il sogno, il presagio, lo spirito, il mistero, l'enigma. “Le saboteur tranquille” è il suo soprannome, per la capacità di insinuare dubbi anche sulle cose e gli oggetti appartenenti all'esperienza quotidiana. Apparentemente rassicurante.
Nel 1940, per timore dell'occupazione tedesca, si trasferisce con la moglie nel sud della Francia, a Carcassonne. In questi anni sperimenta un nuovo stile pittorico, detto alla Renoir, che porta avanti sino al 1947, anno in cui ha inizio il periodo vache, una sorta di parodia del fauvismo.
Dopo un ultimo lungo viaggio fra Cannes, Montecatini e Milano, avvenuto nel 1966, René Magritte muore nel suo letto il 15 agosto dell'anno successivo a Bruxelles, poco dopo la comparsa di un cancro del pancreas.
“Quando la gente cerca di trovare significati simbolici in ciò che dipingo, vuole qualcosa di sicuro cui aggrapparsi, per salvarsi dal vuoto. Ha paura. Chiedendo "che cosa significa?" esprime il desiderio che tutto sia comprensibile. Ma se non si rifiuta il mistero, si ha una reazione differente. Si chiedono altre cose.”

img

Katia Caloi e Sandro Orlandi