NeoRealismo al Centro Scavi Scaligeri di Verona


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

“Il Neorealismo non è stata una scuola, ma piuttosto un insieme di voci, una scoperta delle diverse Italie fino ad allora inedite” - I. Calvino -


Rubrica per Art Weekly Report; 8 Ottobre 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgA partire da sabato 29 settembre 2012 fino a domenica 27 gennaio, il Centro Scavi Scaligeri di Verona ospita la rassegna "NeoRealismo - La nuova immagine in Italia 1932-1960".
L’esposizione intende indagare una delle stagioni artistiche più significative del novecento italiano, ricostruendo il ruolo della fotografia rispetto ai linguaggi espressivi propri del cinema e della letteratura, che hanno caratterizzato il movimento neorealista.
Oltre 250 i materiali esposti, suddivisi in cinque sezioni - ‘Realismo in epoca fascista’, Miseria e ricostruzione’, ‘Indagine etnologica’, ‘Fotogiornalismo e rotocalchi’, ‘Tra Arte e Documento’.
Un percorso che riunisce per la prima volta materiali diversi in un progetto coerente, confrontando motivazioni e finalità di diversi autori, riconducibili, pur tramite approcci eterogenei, alle tematiche e metodiche della poetica neorealista.
Raccontare i fatti con oggettività, limitandone l'interpretazione individuale: questo lo scopo della fotografia neorealista. Accanto alle stampe fotografiche, sono esposti i supporti attraverso i quali le immagini venivano veicolate, come i rotocalchi e i periodici illustrati, i fotolibri e i cataloghi degli eventi espositivi che hanno lasciato un segno nell’evoluzione del linguaggio fotografico.
Si narra la testimonianza storica di un Paese sopravvissuto alla dittatura fascista, al Conflitto Mondiale, alla lenta e difficile ricostruzione. Un Italia liberata, nella quale palpitava la volontà di raccontarsi per quello che era: una Nazione ferita ma decisa a ripartire dalle sue stesse macerie.
Rapiscono l'attenzione i volti fieri e severi di uomini e donne, prematuramente invecchiati, ma custodi del valore della vita e del sacrificio. Fotografie nelle quali parla la profonda semplicità di una donna madre di diciotto figli, dei quali quindici sono rimasti in vita. Brevi frasi rivolte al fotografo Renzo Chini, intento a catturare l'immagine di un ex operaio, del quale riporta l'esperienza: "Io mi ricordo tre fatti soli: l'entrata in guerra, che mi mandavano a morire, quando mi presero i tedeschi; che mi portarono in un campo di concentramento e la chiusura della Magona, che avevo perso il lavoro." (Dante Agroppi. Ex operaio della Magona - Toscana 1955-56)".
La mostra è corredata da un catalogo i cui apparati raccolgono le biografie dei vari protagonisti, non solo fotografi, ma anche editori, art director, scrittori e critici; oltre alle schede dei principali rotocalchi, delle agenzie e dei circoli e a una cronologia comparata indispensabile per comprendere i travagli del popolo italiano in quei trent'anni cruciali.
Oggi, in un tempo moralmente ed economicamente provato, l'esposizione allestita agli Scavi Scaligeri, risulta un toccasana, per riassaporare quella fiera tenacia, capace di sperare, nonostante tutto. img

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