Collezionismo e Giornalismo: la Raccolta Balzan al Museo Villa dei Cedri


CAFFèLARTE

Staff di ARTantide.com

“La prima virtù di un dipinto è essere una festa per gli occhi.” - E. Delacroix -


Rubrica per Art Weekly Report; 15 Ottobre 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgL'edificio che ospita il Museo Villa dei Cedri di Bellinzona, è una villa di origine ottocentesca, risultato di numerosi interventi di trasformazione, susseguitisi nel tempo.
L'ampliamento e le trasformazioni degli anni '30 del XX secolo rispondono ai criteri di rappresentatività della borghesia e instaurano uno stretto rapporto tra la villa e il parco, tra l'architettura e la natura, attraverso la costruzione di terrazze, una veranda, una loggia e la torre belvedere.
Dal 1978 la villa e il suo parco di alberi secolari sono di proprietà del Comune di Bellinzona e, dal 1985, sede della Civica galleria d'arte, oggi Museo Villa dei Cedri. La prestigiosa collezione di Eugenio Balzan 1944-2012, normalmente non visibile al pubblico, ritorna a Bellinzona dopo circa settant’anni di assenza, visitabile dal 29 settembre 2012 al 20 gennaio 2013. Al centro dell’esposizione una quarantina di dipinti del naturalismo pittorico del secondo Ottocento italiano. Vertici assoluti della pittura dell’epoca che documentano le vicende collezionistiche di un protagonista del giornalismo italiano e di un personaggio di spicco dell’ambiente intellettuale e culturale milanese di inizio ‘900.
Eugenio Balzan (Badia Polesine, Rovigo 1874 - Lugano 1953) fu una personalità influente nella Milano di inizio secolo scorso; uomo di punta del “Corriere della Sera”, ne resse le redini, dal 1903 per oltre trent’anni, come amministratore. Amico di letterati e musicisti, personaggio di spicco dell’ambiente intellettuale e culturale milanese tra le due guerre mondiali, riuscì anche a dedicare tempo e passione al suo spirito di mecenate e collezionista d’arte.
Una passione che dagli anni venti agli anni trenta del Novecento sfocia nella formazione di una raccolta orientata verso le “scuole regionali” italiane di fine Ottocento. Suoi consiglieri nella scelta delle opere furono il pittore Oreste Silvestri, e i due fratelli Ravasco: Cesare, scultore, e Alfredo, raffinato orafo.
La mostra al Museo Villa dei Cedri di Bellinzona, con una carrellata di quaranta opere, costituisce un imperdibile appuntamento per ammirare dipinti di assoluta qualità artistica, come le opere dei lombardi Mosè Bianchi, Leonardo Bazzaro, Eugenio Gignous e Gaetano Previati, che dialogano con il piemontese Alberto Pasini, i veneti Giacomo Favretto, Luigi Nono ed Ettore Tito, i toscani Giovanni Fattori e Plinio Nomellini. Completano la rassegna le opere dell'emiliano Antonio Fontanesi, i napoletani Edoardo Dalbono, Giuseppe De Nittis, Francesco Paolo Michetti, Federico Rossano e Gioacchino Toma. L'esposizione ricompone il contesto storico, sociale e culturale tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento a cui si aggiunge un rinnovato legame dell’Italia con la Svizzera; una relazione che ha contraddistinto la storia e la vita del collezionista. Nel 1933, in aperto dissenso con il regime fascista e per difendere l'indipendenza del Corriere, Balzan si trasferì a Lugano dove già soggiornava per lunghi periodi. Nel 1944 il territorio elvetico diviene la sede in cui si tiene un'importante mostra itinerante, intitolata “Pitture italiane dell’Ottocento”, che include quarantuno opere della raccolta di Balzan. Inaugurata al Kunsthaus di Zurigo, l’esposizione nello stesso anno è stata presentata al Palazzo Comunale di Bellinzona e al Kunstmuseum di Berna.
Nel 1948 Balzan decise di rientrare in Italia e avviare le lunghe pratiche per riportare in Patria le sue opere. Morì nel 1953, senza vedere il suo sogno realizzato. Sarà la figlia Lina a concretizzare i propositi paterni quando, nel 1956, riescì a riportare le opere a Milano, per poi dare vita alla Fondazione Internazionale Premio Eugenio Balzan con sede nel capoluogo lombardo e a Zurigo. Scopo della Fondazione è di incoraggiare nel mondo la cultura, le scienze e le più meritevoli iniziative umanitarie, di pace e di fratellanza fra i popoli. Vi provvede tramite l’assegnazione dei “Premi Balzan”. img

Staff di ARTantide.com