ANTONI GAUDI': l'architetto di Dio


Arte Contemporanea: personalità artistiche e riflessioni

Katia Caloi e Sandro Orlandi

p>“L'originalità consiste nel tornare alle origini”. - A. Gaudì -


Rubrica per Art Weekly Report; Ottobre 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

A. Gaudì, "Casa Batlò"
A. Gaudì, "Casa Batlò"

Le inquietudini estetiche ed intellettuali diffuse negli ambienti architettonici di tutta Europa trovarono una loro espressione verso la fine del secolo XIX: stava per nascere un nuovo “linguaggio” che permetteva di uscire dall’impasse stilistica del periodo. In Spagna il Nuovo Stile è il frutto del risveglio culturale e politico manifestatosi a partire dal 1880 in Catalogna. La Reinaxença, era rivolta al rinnovamento e al separatismo, con il ripristino della lingua catalana, dello studio della storia locale e delle forme di artigianato “autoctone”, e aveva il suo centro nevralgico nella città di Barcellona.
In questo contesto si inserisce la vita di un artista geniale, inedito ed ineguagliabile architetto di un mondo composto da forme straordinariamente imprevedibili, ottenute con una profonda attenzione per le lavorazioni artigianali. Strutture assolutamente organiche, che rispondono alle leggi della natura, in equilibrio tra stasi e plasticità. Gaudì è il genio dell'impossibile, ostinato nella ricerca di una perfezione in cui non è il reale ad essere rappresentato dal simbolo, ma è il simbolo l'unica realtà possibile.
Antoni Plàcid Guillem Gaudí i Cornet nasce il 25 giugno 1852 a Reus, provincia di Tarragona, nella Catalogna meridionale.
Figlio degli artigiani calderai Francesc Gaudí i Serra (1813-1906) e Antònia Cornet Bertran (1819-1876), è il più giovane di cinque figli, di cui solo tre hanno raggiunto l'età adulta: Rosa (1844-1879), Francesc (1851-1876) e Antoni. Quest'ultimo, sofferente di artrite e crisi polmonari, non può frequentare regolarmente la scuola, perciò trascorre lunghe stagioni nella masseria familiare Mas de la Calderera di Riundoms. In questo luogo sviluppa la capacità di osservazione delle forme naturali, proiettandole in seguito nelle sue opere: piante, minerali, tronchi d'albero, rocce e fossili, tutte le immagini che la natura ispira. Antoni è riservato e i suoi voti non sono buoni; tuttavia eccelle nel disegno e trascorre ore guardando fotografie di edifici orientali. Frequenta le classi di filosofia, estetica e storia; partecipa ai concerti, ama il teatro classico e moderno e le letture poetiche; prende parte a cenacoli intellettuali, visita i monumenti e i luoghi più importanti della Catalogna. Un uomo dal temperamento appassionato, dotato di un'intelligenza fuori dal comune.
All'età di 21 anni entra nella scuola di architettura a Barcellona, dove approfondisce la conoscenza dei testi dell'architetto francese Violet-Le-Duc, prestigioso esponente del neogotico.
Nel 1878 Antoni è a Parigi e durante l'Esposizione universale, incontra l'industriale catalano Eusebi Güell i Bacigalupi, il suo futuro principale mecenate, che gli commissionerà alcune delle sue più famose opere. A soli 31 anni viene nominato architetto capo della costruzione in città della Sagrada Família, cominciando a costruire la cripta (1884-1887) e poi l'abside (1891-1893). In questo periodo Gaudí partecipa alla vivace vita sociale della città e conosce l'amore impossibile della sua vita, Josefa, Pepeta Moreu, una donna che precorreva quei tempi ancora restii alle nuove mode dell'emancipazione femminile; frequentava salotti di liberi pensatori, massoni, catalanisti, socialisti e antimonarchici. Pepeta non accettò mai le sue proposte matrimoniali e alla fine sposò un commerciante di legnami.
A partire dal 1900, nascono i maggiori capolavori di Gaudì, quasi tutti a Barcellona: il parco Güell, Casa Batlló (1904- 1907) e la chiesa della Colònia Güell a Santa Coloma de Cervelló, di cui fu costruita la sola cripta. La Casa Milà (1906-12) dalla movimentata e plastica facciata in pietra, è l'ultima opera civile dell'architetto, che dal 1914 si dedica esclusivamente ai lavori della Sagrada Família, accentuando la tendenza alla solitudine, tanto da vivere in una stanzetta nel cantiere, dove studiava e lavorava, giorno e notte. Non si sposò mai e non ebbe figli. Nella quaresima del 1894, a quaranta due anni, perpetrando un digiuno che quasi gli causa la morte, immagina la facciata della passione della Sagrada Familia.
Era sua convinzione che, senza sacrificio, non avrebbe potuto realizzare un'opera idonea a glorificare l'Autore della creazione. Per questo ebbe una vita di penitenza e povertà volontaria. Il 7 giugno 1926 Gaudì viene tragicamente investito da un tram. Scambiato per un senza tetto, è trasportato all'ospedale della Santa Croce, un ospizio per mendicanti. Riconosciuto, viene però a mancare dopo tre giorni. Migliaia di persone partecipano al funerale dell' “architetto di Dio”.
Il suo corpo riposa nella cripta della Sagrada Familia, mentre il processo di beatificazione è tutt'ora in corso. Una vita di povertà e solitudine, dedicata a servizio della sua professione, ma con un fine più alto: costruire una dimora per Dio tra le dimore degli uomini.
“Il mio cliente non ha alcuna fretta. Dio ha tutto il tempo del mondo”.

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Katia Caloi e Sandro Orlandi