Artisti Cinesi presenti alla Prima Biennale Italia Cina


CAFFèLARTE

Sandro Orlandi

“Lo stupore è la molla di ogni scoperta. Infatti, essa è commozione davanti all'irrazionale.” - C. Pavese -


Rubrica per Art Weekly Report; 19 Novembre 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

imgGli artisti cinesi si sono presentati a questa prima edizione della Biennale Italia Cina, come è loro costume, in massa e molto agguerriti.
L'Italia è ancora una meta ambita, ed esporre un' opera in una nostra manifestazione pubblica costituisce, per loro, un significativo punto di arrivo.
Lasciata l'auto al parcheggio ci si imbatte subito in una affascinante installazione dal titolo “Background Story”; è una grande opera di Xu Bing, uno dei padri dell'arte contemporanea cinese, per la prima volta en plain aire poiché, solitamente, i suoi lavori sono all'interno di spazi museali.
Il tema della Biennale è naturaLmente e questo lavoro, struttura a parte, è interamente realizzato con elementi naturali: foglie, fili d'erba, rami, piante vere raccolte nel parco..la natura si fa opera. Alla sera “Background Story” viene illuminata e l'effetto che ne deriva è fantastico: solo quest'opera meriterebbe la visita alla mostra. Se poi pensiamo che essa è stata realizzata da artigiani cinesi residenti in Italia, in soli 4 giorni, quando i nostri italiani, per lo stesso lavoro, avevano richiesto minimo 2 settimane, il dato fa pensare... ci sarà pur un motivo per cui la Cina è diventata quella potenza che tutti conoscono!
All'interno del Serrone incontriamo un cavallo in bronzo con relativo cavaliere, che raffigura l'artista stesso Yan Shilin, dal titolo “Don Quixote into Wonderland”. Più avanti ci colpisce una grande tela di Lv Peng, chiaramente ispirata al rinascimento italiano, al Correggio forse, e questo conferma l'amore dei cinesi per la Pittura Italiana. Un gigantesco occhio di Wu Wei, realizzato con della stoffa aggrinzita, ci intenerisce prima di affrontare due scintillanti barili di petrolio che si tramutano in feroci fiere, sculture del giovane Ren Hongwei.
Prima di entrare nella Reggia, negli spazi antistanti, troviamo la scultura di Chen Wenling, prototipo in acciaio dal peso di 5 quintali di quella che sarà la più grande scultura del mondo, lunga 150 metri ed alta 27, attualmente in costruzione, e destinata a collegare due parchi di Pechino, divisi da una strada a più corsie. Nella Reggia, in fondo al corridoio di ingresso, ci aspetta un enorme ma poco spaventoso drago; infatti il corpo e le squame sono tutte realizzate con variopinti reggiseni.
In una delle salette attigue possiamo ammirare un bellissimo video di Miao Xiaochun, commovente la sequenza della figura seduta che tiene in braccio un'altra figura, fatta tutta di bolle di sapone, ci ricorda la pietà di Michelangelo, bolle che un po' alla volta si dissolvono.
Una grande tela di Liu Jiahua ci riporta alla pittura tradizionale cinese, vista però con occhi di oggi e mediata con quella sottile ironia che contraddistingue gli spiriti più vivaci. Con la stessa ironia Kang Yu ci propone una Monna Lisa con quattro occhi.
La visita si conclude con la visione di una fantastica installazione di Chiu Yu-Wen: migliaia di figure ritagliate su carta, incollate su di un grande velo bianco, pendono a forma di campana dal soffitto del salone. “The Proliferation Plans of Water Girl\Nest” è illuminata al suo interno e si riflette su una base di specchi con un notevole effetto scenografico.
I cinesi volevano stupire e ci sono riusciti!img


Sandro Orlandi