HENRY MOORE: la maternità della scultura


Arte Contemporanea: personalità artistiche e riflessioni

Katia Caloi e Sandro Orlandi

“Sono uno scultore perchè voglio dare l'intera realtà di un oggetto, in modo che esista in se stesso”. - H. Moore -


Rubrica per Art Weekly Report; 17 Dicembre 2012, Area Research, Intelligence e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena

H. Moore. "Mother and child"
H. Moore. "Mother and child"

Un unica costante ossessione: il corpo femminile, epico, imponente, protettivo, depurato dall'erotismo. La sua ricerca indaga il rapporto della forma tra l'esterno e l'interno, rendendone manifesta la crescita interna: la materia è viva e possiede un potenziale salvifico.
Henry Spencer Moore nasce il 30 luglio 1898 a Castleford, nello Yorkshire.
Il padre è ingegnere minerario, ma per la sua numerosa prole, di cui Henry è il settimo figlio, aspìra a migliori opportunità: con innumerevoli sacrifici, lui e la moglie, incoraggiano e supportano i figli nello studio. Henry frequenta le scuole nella città natale e mostra subito un precoce interesse per la scultura: ama intagliare il legno, modellare l'argilla e subisce il fascino della pietra.
Gli studi d'arte si interrompono quando viene arruolato nell'esercito e inviato a combattere in Francia: è il 1917. Intossicato dai gas nella battaglia di Cambrai, viene ricoverato in ospedale..forse la sua sopravvivenza viene proprio dal gas, elemento letale per i minatori in cava, ma opportunità che preserva la vita del giovane Henry da pallottole e cannoni. Il conflitto mondiale termina l'anno successivo, così Moore può riprendere gli studi nel ramo della scultura.
A ventisette anni, grazie ad una borsa di studio, viaggia per sei mesi nel continente: è quindi a Parigi al Louvre e in Italia, dove visita Firenze, Siena, Pisa, Roma, Assisi, Ravenna, Padova, Venezia; Giotto, Giovanni Pisano e Masaccio sono i suoi artisti preferiti. Il contatto con i capolavori d'arte italiani e francesi procura un violento conflitto nei suoi convincimenti artistici, e per un lungo periodo non riesce a produrre.
Subito dopo, visitando un Museo di Città del Messico, viene colpito dalla statua calcarea del dio Chac Mool. Per ammissione dello stesso Moore, l'arte messicana e quella italiana rappresentano gli opposti della scultura: una dicotomia perfetta tra forza e dolcezza. Nello stesso anno Henry disegna sua madre Mary, grande, maestosa, con le grosse mani allacciate sul ventre e gli occho spazientiti dai tempi di posa, che le facevano tardare le faccende domestiche. Da allora la figura materna, poi abbracciata a un bambino, segna il percorso del suo lavoro: “Mia madre rappresentava per me la stabilità assoluta, la sola cosa nella vita che io sapevo essere là, a proteggermi”.
Il 1928 è l'anno della sua prima personale presso la Warren gallery di Londra.
L'anno successivo sposa Irina Radetzsky (da cui avrà un unica figlia, Mary) e ispirato dalla genuina femminilità della moglie, realizza la sua prima “Reclining figure”. Fin dal 1934 Moore inizia a scavare delle cavità nella materia che, dal 1940, prendono la stessa importanza delle masse e via via si allargano fino a separare di netto i corpi. La fase matura della sua scultura è caratterizzata da questa complementarietà di forma e spazio.
Nonostante Henry Moore sia riconosciuto come uno tra i più grandi scultori del XX secolo, diviene inizialmente famoso per i suoi disegni: nel tragico secondo conflitto mondiale, è infatti nominato Artista Ufficiale. Ecco la serie dei “Ricoveri antiarei” , disegni della sconvolta popolazione londinese costretta nei tunnel della metropolitana per sfuggire ai bombardamenti:“Vidi centinaia delle mie Reclining Figures distese su quelle piattaforme”. L'altra serie di disegni è quella dei minatori, che gli viene chiesta nel 1942 dalla Commissione degli Artisti in Guerra, e dove a dominare sono le figure maschili, solitamente assenti nel suo lavoro di scultore.
Dopo la seconda guerra mondiale, la sua fama cresce rapidamente, porta a termine numerose commissioni pubbliche, in Inghilterra e altrove.
Nonostante l'ormai confermato successo delle opere di Moore, la Royal Academy non lo accoglie tra i suoi protetti per molti anni. Solo nel 1988 il presidente della prestigiosa istituzione propone all'anziano Henry Moore di festeggiare i suoi novant'anni di vita e settanta di lavoro, nelle sale della Burlington House, sede dell'Accademia. Con grande entusiasmo l'artista si adopera alla realizzazione della mostra, richiedendo il prestito delle sue opere sparse in tutto il mondo.
Ma il 31 agosto 1986 Henry Moore muore, a 88 anni. Pochi giorni prima si era commosso nel firmare il suo ultimo lavoro: 65 serie di 30 incisioni sul tema della Madre con bambino.
“Essere un artista è l' opposto dell'essere disperato; essere un artista vuol dire credere nella vita.”


Katia Caloi e Sandro Orlandi