Manifesto Etico - L'Architettura dei Legami


di Matteo Mezzadri - Tema: relazioni umane

di Matteo Mezzadri (in collaborazione con lo staff di ARTantide.com Gallery)


Citta' minime
Citta' minime

Siamo consapevoli che

il mondo occidentale deve fare i conti con una sfida epocale. Il modello culturale basato sull’individualismo laico e liberista che ha reso grande e potente l’Occidente, consentendogli di mettere in discussione tutto (dalla religione al concetto stesso di Stato, dai diritti degli uomini e delle donne fino a quelli degli animali e dell’ambiente naturale), sta entrando in crisi. Occorre ripensare profondamente il modello e i suoi principi, in un certo senso rivoluzionare tutta l’Architettura dei legami che sta alla base della nostra convivenza civile.


Ad esempio

per affrontare la sfida dei grandi flussi migratori e il rimescolamento più o meno forzoso delle civiltà, non dobbiamo erigere muri fisici che ci difendano dalla paura del cambiamento, ma dobbiamo semmai abbattere i nostri muri interiori per aprirci a nuove sperimentazioni sociali e politiche, dobbiamo rivedere il nostro caro individualismo per cercare un modello inclusivo che trasformi in risorsa quella che oggi ci appare come una minaccia e contemporaneamente dobbiamo pretendere le medesime aperture da chi accoglieremo.


Crediamo che

per rivoluzionare l’Architettura dei legami si debba affrontare il problema della relazione con l’altro;

L’altro” può essere il nero per il bianco, l’ebreo per il palestinese, il ricco per il povero, la donna per l’uomo, il nord del mondo per il sud del mondo, i margini per il centro, il pubblico per l’artista;

nella grande megalopoli come nella piccola città di provincia, i contrasti multiculturali tendono ad inasprirsi e che la moderna società pluralistica possa travalicare il concetto di stato-nazione per evolversi in un’entità di carattere sovranazionale nella quale il concetto di “inclusione” non significa assimilazione, ma apertura a coloro che sono reciprocamente estranei e che tali vogliono rimanere.


Vogliamo agire

attraverso l’arte come strumento potente per rimettere in discussione quell'atteggiamento individualistico che ci sembra spesso troppo consolidato, per cambiare il punto di vista, per spingerci a una riflessione che altrimenti non faremmo;

considerando che la “forma bella”, l’estetica dell’immagine e l’innovazione che racchiude, non sono altro che i vettori che trasportano questa visione del mondo e che la rendono intelligibile, penetrante, simbolica e proprio per questo universale;

con le installazioni di Matteo Mezzadri che nascono dalla necessità di raccontare il mondo reale uscendo dall’individualismo solipsistico nel quale sembra caduto l’artista contemporaneo, per affrontare il “fare arte” come questione di interesse collettivo, come generazione di senso (non solo estetico) che trova nel coinvolgimento e nella partecipazione del pubblico il suo momento di massima realizzazione.


I muri che verranno eretti all’interno degli spazi che ospiteranno le installazioni saranno muri fatti di semplici mattoni forati, ma grazie all’artificio posto in essere dall’artista quegli stessi mattoni ci ricorderanno immediatamente delle strutture a noi molto familiari poiché le viviamo e le abitiamo ogni giorno: palazzi, grattacieli e intere città, città particolari però, spinte al limite di un equilibrio precario tra l’abisso e la salvezza.

Solo la vera partecipazione ci può indicare la strada giusta da seguire per scongiurare il primo e ricercare la seconda.


ARTantide.com e Matteo Mezzadri credono che la ricerca di nuovo modello di coesione sociale sia la via etica più efficace per costruire un mondo migliore.


di Matteo Mezzadri (in collaborazione con lo staff di ARTantide.com Gallery)